Amedeo Filiberto tenne un istante il suo sguardo ironico, diffidente, malizioso, fisso sulla faccia franca del giovane, che lo sostenne senza batter di ciglia, poi per risposta fece col capo un lieve segno di annuire.
— Abbia dunque la compiacenza, signor X, soggiunse Quercia, di darmi due minuti.
Passarono nel gabinetto vicino che serviva da scrittoio, e il giovine diede all'orafo senz'altro la lettera di Candida.
— Da parte della contessa di Staffarda, diss'egli vibratamente con tono che era insieme di preghiera e d'autorità: le renda il servizio di fare quello di cui essa la prega.
Il gioielliere la lesse in fretta.
— Per bacco! diss'egli di poi: l'affare non è mica tanto semplice come la contessa crede..... Dire a suo marito che ho io presso di me quei diamanti!... Non è mica una bazzecola... E se per caso andassero perduti?
Gian-Luigi fece un atto d'impazienza.
— Impossibile! interruppe tronco ed asciutto. La non corre rischio alcuno, l'assicuro io... E poi, tenendo Ella in mano questa lettera della contessa, non ha forse una sufficiente guarentigia?
— Eh! fino a un certo punto codesto è vero.
— La contessa ha momentaneamente disposto di quei gioielli...