— Va bene... Intanto lasciatemeli un po' vedere; desidero che li guardiamo insieme per intendere d'accordo la nuova rifornitura da farsi.
L'orefice fu il più imbarazzato uomo del mondo.
— Scusi, balbettò egli, vorrei subito contentarla... Sarebbe un onore per me sentire il suo gusto e ricevere i suoi ordini..... Ma il caso vuole... è anzi la prudenza che mi ha consigliato così..... capisce che non si tiene qui in bottega un tanto valore... Il fatto è che quei diamanti li ho rinchiusi nella mia gran cassa di ferro che ho nell'officina.
— Ah! esclamò il conte con una certa espressione che poteva significare di molte cose. Però non insistette, raccomandò al gioielliere che non mancasse di restituire i diamanti per la giornata del lunedì e se ne andò.
— Signora contessa, diss'egli fra sè coi denti stretti, voi mi prendete troppo per un marito da commedia..... Voglio penetrare questo mistero.
Egli non doveva penetrarlo che più tardi, in conseguenza d'un'orribile tragedia.
CAPITOLO XXI.
Luigi Quercia e Giovanni Selva, unitisi al caffè, si recarono senza ritardo al whist-club, dove con tutta quella esagerazione di forbitezza che è propria in queste occasioni di chi si picca d'esser gentiluomo, furono accolti dai due padrini di Ettore di Baldissero, il conte di San Luca ed un altro giovane titolato.
Le parole non furono molte; si trattava soltanto di riconfermare tutte quelle condizioni che già erano state intese pel ritrovo del giorno innanzi, e di assegnare un'ora per lo scontro ed un luogo sicuro da ogni possibilità di venir disturbati. Siccome eguale era la premura di finirla in ambe le parti, l'ora fu senza discussione stabilita per le tre di quel medesimo pomeriggio; e quanto al luogo San Luca propose e fu consentito che gli facessero l'onore di accettare l'ospitalità in una sua villa che aveva nelle vicinanze, nel giardino della quale vi era un praterello circondato tutt'attorno da una siepe uniforme, il quale era il campo chiuso più adatto del mondo per ammazzarsi due galantuomini. Nella palazzina della villeggiatura, egli avrebbe fatto prontare tutto ciò che occorreva per dare i primi soccorsi a quello dei combattenti a cui fosse stata avversa la sorte, e colà non ci sarebbe stato muso di poliziotto nè coccarda di carabiniere, che avrebbe potuto intromettersi.
I quattro padrini si separarono con nuove e maggiori le cerimonie di gentilezza, e mentre da parte loro quelli di Baldissero andavano a comunicare a quest'ultimo le avute intelligenze, Selva e Quercia tornarono al caffè Fiorio ad aspettarvi Francesco che aveva detto di capitarvi verso il tocco.