— Spero di non essere in ritardo: diss'egli.
— No, rispose San Luca, mancano anzi alcuni minuti all'ora precisa.
— Signori, disse Quercia avanzandosi, credo inutile ogni indugio e possiamo recarci sul luogo.
— Prego uno di loro signori, soggiunse il contino, a voler prima venir meco per esaminare la località da me scelta affine di vedere se ci hanno qualche osservazione da fare in proposito.
— Vado io stesso: disse Luigi ed uscì col conte che lo fece passar primo.
Ettore sbadatamente, coll'aspetto e le mosse di un'assoluta indifferenza, non volgendo pure uno sguardo di sfuggita a quel luogo dov'era il suo avversario, andò all'uscio che metteva sul terrazzino, dove si pose a guardare traverso i vetri: Francesco stava sempre alla parete precisamente opposta della camera, presso il camino; Selva e l'altro padrino di Baldissero rimasero in mezzo della sala.
San Luca e Quercia non tardarono guari a tornare.
— Ho esaminato il posto: disse quest'ultimo ad alta voce per essere udito da tutti, senza rivolgersi a nessuno in particolare; e un migliore non si potrebbe avere.
— Allora, poichè già ne conosce la strada, disse San Luca, la prego a volerci guidare i suoi amici e precederci.
Luigi prese il braccio di Francesco che s'era accostato tranquillamente, e con Selva passarono innanzi; i loro avversari li seguirono ad una distanza di circa venti passi: un domestico dall'anticamera tenne dietro a tutti portando la cassetta delle pistole.