San Luca volle domandare i domestici per farlo trasportare di peso; ma Francesco disse parergli di poter camminare e preferire codesto. Quercia affermò che dov'egli ci reggesse, sarebbe anche meglio facesse quel piccolo tratto di strada coi proprii piedi; e il ferito, aiutato a levarsi su, appoggiato da una parte a Giovanni e dall'altra a Luigi, s'avviò con passo abbastanza franco verso la casa. I domestici, fatti venire dal contino, seguirono alla distanza di dieci passi, pronti ad accorrere, se nascesse bisogno dell'opera loro.
Francesco fu sdraiato sopra un letticciuolo e Gian-Luigi si accinse ad un più accurato esame della ferita chiamando in suo soccorso tutte le cognizioni chirurgiche onde s'era fornito nel suo passaggio traverso il corso di medicina all'Università. Ad un tratto Giovanni, che, come prima stava cogli occhi intenti a scrutare la faccia di Quercia, vide sulla fronte di costui una nube, sulle labbra una specie di contrazione che esprimevano una spiacevole sorpresa, una subita tema.
— Che cos'è? non potè Selva tanto frenare il suo sgomento che non chiedesse. Che glie ne pare?
Anche il ferito s'accorse di quel nuovo sentimento venuto nel medico. Una subita maggior pallidezza gl'invase le guancie, l'occhio si fissò ansioso su quello di Luigi, e con voce calma, benchè con labbra un pochino tremanti, domandò:
— La cosa vi par dunque grave, dottore?..... Vi ripeto la mia preghiera: non nascondetemi la verità... Sono un uomo... Mi sento capace di guardar freddamente in faccia alla morte.
Ed all'infelice parve realmente che lo scarno spettro di questa gli comparisse, al di sopra della spalla del medico ricurvo su di lui, ammiccandogli con ghigno feroce. Oh! morire così giovane, con tanta esuberanza di forza, d'affetti e di vita! Morire oscuramente, inutile ed amato!... Quella morte che la sera innanzi gli era sembrata per un istante un rimedio, un benefizio, una pace, ora gli tornava come la più tremenda sciagura, la più crudele sentenza del destino. In una rapida visione piena insieme di turbamento, di dolcezza, di penoso rimpianto, vide ad un tratto le care immagini di sua sorella, di suo padre, di sua madre, della fanciulla che adorava. Dover abbandonare tutto e tutti, e per sempre!... Sentì un singulto salirgli, per così dire, dal cuore affannato alla gola, ed ebbe tuttavia tanta forza di volontà da soffocarlo nella strozza.
Gian-Luigi levò lentamente gli occhi in volto al trafitto, e lo guardò un istante, quasi volesse chiarirsi se il giacente era in realtà, come diceva, capace di udire il vero e di guardare imperterrito in faccia alla morte.
— Mio caro: diss'egli poi con un sorriso ed un accento amorevoli che dinotavano come da quel tacito esame fossero ancora accresciute in lui la simpatia e la stima pel giovane, non vi tratterò certo come una femminetta, chè non lo meritate. Eccovi la pura verità: la ferita è più grave di quello che mi fosse sembrato dapprima, perchè la palla ha scalfitto una costola ed è penetrata... fin dove?..... Questo non ve lo posso dire..... Ha ella toccato qualche organo essenziale?..... Non vi so affermare nè il sì nè il no... Spero quest'ultimo, che non è impossibile, ma non vi taccio che il primo è più facile... Quanto a pericolo per la vita, sul momento, vi affermo sull'onor mio che non ce n'è.
Francesco trasse un sospiro.
— Allora, diss'egli, ho tutto il tempo ad andarmene a casa... Ah povera madre mia!... Se qualcheduno potesse recarsi a prepararla a questo brutto colpo!