— Ella è dunque venuta ad annunziarmi una sciagura! esclamò egli impallidito di subito.
San Luca curvò tristamente il capo e stava per cercare colle parole di attenuare quell'improvvisa impressione di spavento e di dolore che vedeva dipingersi sulla faccia dell'industriale, ma questi non glie ne lasciò il tempo.
— E questa sciagura ha colpito mio figlio? soggiunse con impeto angoscioso, alzandosi di scatto e in tutte le membra tremante. Il misero padre aveva traveduto l'orrenda verità. E so qual è questa sciagura, continuava egli con voce affievolita dallo spasimo: egli si è battuto?
— Sì: rispose il contino con mesta attitudine.
Quell'uomo forte e robusto, pieno ancora di vita e dotato d'un coraggio a tutta prova, vacillò, come se stesse per cadere.
San Luca che s'era alzato ancor egli, fece sollecito un passo verso di lui, pronto a sorreggerlo se e' mancasse; Giacomo gli prese una mano e la strinse forte, quasi con una tacita minaccia e un compresso furore.
— Morto? domandò egli con voce che appena era un soffio.
— No: s'affrettò a sclamare il conte: ma ferito... gravemente ferito.
Giacomo mandò un grido soffocato, e lasciando la mano dell'uomo che gli dava tal colpo crudele si premette il cuore dove troppo dolorosamente era penetrata la botta. Ma al grido di lui, un altro grido, e più doloroso, e più straziante e disperato, rispose prorompendo improvviso dalla porta, che, apertasi violentemente, diede il passo ad una donna commossa da un'emozione di spasimo cui nulla vale ad esprimere.
— Mio figlio!... Mio figlio!... gridò essa: ferito!... Dov'è?... Voglio vederlo... In nome di Dio, in nome della Vergine, per l'anima sua, mi conduca da lui!... Voglio vederlo!