Chi può spiegare il segreto istinto d'un cuore di madre? chi i misteriosi, intimi, ineffabili legami che l'anima della madre legano indissolubilmente, senza cessa all'anima de' figli anche lontani, onde si compenetrano le loro esistenze ed ogni danno dal figliuolo sofferto si ripercote nella sensibile anima materna? Poichè Francesco fu uscito, Teresa era stata inquieta ed aveva provato un inesplicabil disagio: le assicurazioni dategli dal marito che la promessa del marchese di Baldissero allontanava dal capo di Francesco ogni pericolo, il racconto che il figliuolo aveva fatto del suo abboccamento riconciliativo colla famiglia dell'avversario al ballo della baronessa, racconto al quale il giovane aveva studiosamente accresciute le tinte di sincerità e di amichevolezza; lo sforzo di Francesco medesimo a sembrar più lieto e senza pensieri che mai; tutto questo non era pur tuttavia riuscito a scacciare dal fondo del cuore di Teresa una specie di paura che era un presentimento. Avrebbe voluto potersi tenere il figliuolo all'arrivo de' suoi sguardi almanco tutto quel giorno, proteggerlo, oltre che colle sue preghiere, colla sua presenza: se avesse osato l'avrebbe scongiurato a non uscire di casa fino al domani. Ma verso le tre, quando appunto Francesco affrontava la morte, la inquietudine fino allora vaga e indefinita della madre amorosissima, divenne un vero tormento insopportabile; ad un punto sentì mancarsi addirittura il respiro, tanto s'accrebbe di subito l'angoscia, come se stesse per rompersi improvviso lo stame della sua vita. Ebbe la coscienza, l'avvertimento d'una gran sciagura capitata. Era l'istante forse in cui Francesco trafitto dalla palla del marchese Ettore di Baldissero, precipitava al suolo. Non potè frenar più, nè dissimulare la smania di sgomento che la tormentava. Voleva accorrere presso il marito che trovavasi nella fabbrica e dirgli mandasse tutta la gente onde poteva disporre in cerca di Francesco, affinchè, trovatolo, glie lo riconducessero tosto a casa, che a calmare la sua ansia mortale non c'era altro mezzo fuor quello di rivedersi il figliuolo dinanzi; voleva senz'altro mandare ella stessa il fido Bastiano... ma dove? Se l'avesse saputo non avrebbe esitato a correre essa medesima.

Maria, testimone e confidente di questi spasimi della madre, invano tentava sedarne i tumulti dell'animo; combatterne le paure; e non otteneva altro effetto che di sentire ella stessa invaso il suo cuore dai funesti presentimenti.

Quando la carrozza di San Luca si fermò al portone della casa, madre e figliuola non dubitarono un momento che con quel legno giungesse la spiegazione, la conferma, ahi forse! delle loro paure. Teresa si precipitò fuori della stanza per correre all'incontro di quel nunzio, fosse egli buono o cattivo; e Maria le tenne dietro agitata ancor essa; ma come stavano per uscir nell'anticamera, udirono in questa passar Giacomo col visitatore, che si dirigevano verso il gabinetto di studio. Si fermarono palpitanti le due donne per lasciarli passare, nascoste dietro le imposte dell'uscio; poscia l'ansia della povera madre era troppa, perchè la resistesse alla tentazione; impose bruscamente silenzio alle timide rimostranze della figliuola che voleva combattere il proposito materno, la rinviò aspramente nel salotto, ed ella, con un palpito di cuore che Dio vel dica, si recò all'uscio dello studiòlo del marito per origliare.

Non udì ben distinte tutte le poche parole che si scambiarono, tanto era il tumulto di tutto l'esser suo che le orecchie le ronzavano come intronate, ma sentì pronunziare da Giacomo: «mio figlio»; poi da quello sconosciuto i detti: «gravemente ferito!» Le si sconvolse la ragione: quello ch'essa provò nel cuore, nel cervello, nell'intimo dell'esser suo impossibile dirlo: si precipitò come forsennata, quasi furibonda, con quell'eccesso di trasporto che la natura dà anche alla più timida delle madri quando si tratta di difendere la prole.

San Luca si sentì commosso più che non avrebbe creduto, quasi spaventato innanzi all'esplosione di quel dolore materno.

— Si calmi.... si rassicuri: diss'egli in tutta fretta: non è gran cosa.... una ferita leggera....

Teresa si torceva le mani in una contrazione di spasimo: i suoi occhi ardenti saettavano sguardi pieni d'ansia, di dolore, d'odio sull'uomo che le stava dinanzi.

— Voglio vederlo: ripeteva essa colle labbra convulse: subito.... voglio vederlo finchè vive.... Mi conduca da lui.... se non vuole ch'io la maledica... E non sa che è tremenda la maledizione d'una madre a cui si viene a dire che suo figlio è ucciso?

— La lo vedrà, non dubiti.... verrà qui fra poco egli stesso.... Le ripeto che la ferita non è tale da sgomentarsi.

— Me lo giura Ella? proruppe Giacomo, il quale in presenza della moglie aveva sentito maggiore il bisogno di raccogliere tutte le sue forze e di aver calma e coraggio per tutti. Mi giura che la ferita di Francesco non è mortale?