Il conte esitò un istante: pensava che mentr'egli avrebbe dato cotal giuramento, l'infelice colpito in parte così essenziale del corpo avrebbe potuto già soccombere: e la pietà della sua risposta assicurativa riuscirebbe allora a quei poveri genitori anche più crudele della verità.

— Le ho già detto ch'essa è grave: rispose egli mestamente; un giudizio definitivo non si potè dare così di botto... tuttavia tutto induce a sperare.....

La misera madre non udì altre parole. A quella forza, a quell'impeto del primo terribile commovimento, successe nel suo organismo la riazione; il cuore che le si era messo a palpitare con irrefrenata violenza, come se fosse scoppiato ad un tratto, s'arrestò; il sangue le invase il cervello e le soffocò l'intelligenza: sentì morirsi, levò le mani e le agitò come fa chi annega, invocando aiuto nella suprema convulsione dell'agonia, e sclamando: «Hanno ucciso mio figlio!» cadde come corpo morto tra le braccia del marito che sentiva ancor'egli sotto l'influsso del dolore smarrirsi la sua ragione.

San Luca fu d'un salto al cordone del campanello, e lo tirò con forza e replicatamente. La prima delle persone che accorsero fu Maria, la quale, timorosa pur troppo anch'essa di funesta novelle, stava con ansia inesprimibile aspettando il ritorno di sua madre. Entrò, vide Teresa abbandonata sopra un seggiolone dove il marito l'aveva posta: vide suo padre percotersi la fronte e stracciarsi i capelli in un parosismo di supremo dolore, e la fanciulla, l'anima sconvolta, la stretta della più fiera angoscia nel cuore, si gettò al collo della svenuta, esclamando fra le lagrime con accento di amore, di cordoglio, di angoscia inenarrabile:

— Mamma! Mamma! oh mamma mia!

E due giorni prima quella famigliuola così mite ed amorosa era tanto lieta, e pareva da lei tanto lontana ogni minaccia di sventura!

Non ostante la sua leggerezza egoistica, San Luca, quando raggiunse i suoi compagni che lo aspettavano nella carrozza, era profondamente commosso e turbato.

— Preferirei qualunque altra così, diss'egli, al fare una seconda di queste ambasciate. Gettare sur le carreau un individuo gli è nulla, ma venire innanzi ad una madre a dirgli: «stanno per portarvi vostro figlio bucato in petto da una palla,» corbleu! gli è piacevole come inghiottire degli aghi..... Ho creduto averla uccisa quella povera donna.

Nessuno gli rispose: il marchesino, che era nell'angolo della carrozza dalla parte opposta a quella per cui entrava San Luca, si volse a guardare in fuori pel finestrino: il conte comandò al cocchiere li conducesse di trotto serrato all'ospedale di San Giovanni, e poi montò nel cocchio tirandosi dietro quasi con rabbia lo sportello; erano tutti preoccupati; certo colle idee che avevano sul duello, niuno di loro sentiva il menomo rimorso nella coscienza, ma pure erano presi da un cattivo umore che in realtà era un rincrescimento profondo.

Francesco intanto, fatta la fasciatura della ferita, fu lasciato riposare un poco prima di accingersi a trasportarlo nella carrozza per ricondurlo a Torino, come Quercia giudicò che si poteva fare senza pericolo nessuno. Il giovane, allungato sul letticciuolo stato preparato, era in una condizione affatto strana; quello che gli era accaduto non gli sembrava pur vero; teneva gli occhi serrati per concentrar meglio le sue idee che gli scappavano dalla mente sbalordita, e parevagli che, aprendoli, avrebbe da trovare che tutto era un sogno soltanto; e li apriva diffatti ad ogni minuto, con una specie di sussulto, ma girandoli attorno, larghi, quasi attoniti, vedeva Giovanni Selva che stava guardandolo con amorosa sollecitudine, Luigi Quercia che gli toccava i polsi, vedeva lì presso i suoi panni macchiati di sangue, sentiva nel costato la trafittura, nell'interno del petto un dolor muto, sentivasi impacciato a muoversi come se invisibili legami lo tenessero a quel lettuccio; si trovava in pieno campo della brutta realtà, faceva a Giovanni un mesto sorriso e tornava a chiuder gli occhi. La ferita in vero non lo faceva soffrir molto; più che acuto dolore locale provava un sordo, generale malessere, una specie di prostramento, come se ad un tratto gli fossero stati recisi o almanco fiaccati i nervi precipui onde la volontà trasmette il moto ai muscoli. Il cervello un po' confuso aveva in parte cotale impotenza ancor esso, onde le idee, pur essendo giuste e precise, gli tornavano però meno spiccate e robuste, quasi sfumate e svaporantisi. Era una benignità della Provvidenza che di quella guisa non lasciava compire tutta la sua funesta azione al pensiero crudele del dolore de' suoi.