Il padre e la madre di Francesco lo accomiatarono coi più vivi ringraziamenti; poi tornarono a sedere nella stanza dell'infermo così che al poco chiarore mandato dalla lampada di sotto al coprilume, nell'ombra gettata dalle cortine del letto potessero vedere la pallidezza del viso di lui, potessero notare, senza che pur uno loro sfuggisse, i moti, i gemiti del figliuolo. Maria, nella stanza vicina, fu l'ultima da cui si spiccassero con parole confortatrici e pietose i due amici di Francesco. Ella era rimasta in piedi a metà della stanza, ed accompagnava con un indefinibile sguardo lui che s'allontanava.

Luigi fece uscir primo Giovanni, e si fermò sulla soglia a rivolgere alla ragazza un suo sguardo acceso ancor egli. Maria arrossì, chinò gli occhi, si sentì turbatissima, occupata quasi da un terrore. Egli tornando sui suoi passi s'avvicinò lentamente alla fanciulla il cui seno palpitava visibilmente.

— Maria! le disse Luigi, quando le fu vicino, con voce sommessa, ma dolcissima, ma fremente d'una irresistibile passione.

Ella sollevò gli occhi sul volto di lui quasi costrettavi a forza. L'urto che ricevette nel sangue dallo sguardo infiammato di amoroso ardore con cui Luigi la saettava, fu tale che sentì mancarsi quasi il rifiato, che mandò un'esclamazione sommessa che parea di dolore, ma stelle palpitante, fisse le sue nelle brune pupille di lui.

— Maria, soggiungeva egli avvicinandosele sempre più, facendo quasi sentire il suo caldo alito sulla pura fronte della fanciulla; Ella ha cominciato a conoscermi in mezzo alla sventura ed alle angoscie dell'animo; la mia venuta sembra aver portato seco in questo tranquillo e lieto asilo di pace il turbamento ed il dolore; oh sappia che la sua vista, invece, o Maria, ha recato in me una benedizione di paradiso.

Fece una piccola pausa, fissandola sempre colla inesprimibile tenerezza di quel suo sguardo incantatore; la misera sentiva l'anima sua, sfuggendo all'impero della volontà, fondersi intieramente nell'anima di lui; poscia il giovane la prese ratto per una delle mani tremanti, la trasse quasi con violenza a sè, le pose un bacio fugace, caldo come un carbone acceso, sulla vergine fronte, le susurrò nelle chiome le magiche parole:

— Maria, io t'amo!

All'inatteso atto, alla temeraria arditezza, Maria sentì mancarsele il cuore; non ebbe pur la forza di mandare un grido, chiuse gli occhi e si sorresse al vicino mobile per non cadere. Quando riaprì le palpebre. Quercia era sparito; ma ella sentiva nel suo cuore e nel suo cervello il suono dolcissimo di quelle fatali parole, sentiva nel sangue circolarle come fuoco sottile un ardore che le aveva comunicato l'alito di lui, sentiva sulla fronte la calda, penosa, ma pur cara voluttà di quel bacio.

Gian-Luigi intanto aveva raggiunto Giovanni Selva, condottolo nella sua carrozza sino a casa, e poi si era ridotto egli stesso alla sua abitazione.

— C'è qualche cosa di nuovo? domandò egli al mariuolo, che faceva da domestico.