Varullo prese un'aria significantemente misteriosa e rispose:
— Eh eh! se ce n'è di nuovo! Questo tale (e porse al medichino la polizza lasciata da Mario Tiburzio) è stato parecchie volte ed ha finito per dire, appena Ella giungesse, la pregassi a suo nome di recarsi colà dov'Ella sa, chè ha immenso bisogno di parlarle, e ci sarebbe stato aspettandola tutto il giorno.
— Eh! disse Quercia come parlando a sè stesso; a quest'ora non ce lo troverò più; ma so io dove coglierlo stassera.... C'è stato altri?
— Certo!.... Una ragazza.... e che tocco di ragazza!... Bella come un sole, ma che pareva matta come la luna; ci aveva certi occhi stralunati, era così male assettata nei panni, parlava in una certa maniera rotta, vibrata e convulsa, che faceva pena in verità.
Il pensiero del medichino corse subito ad una e la più infelice delle vittime della sua seduzione.
— E disse? domandò egli con un turbamento, un'impazienza e un'ansia insieme.
— Che voleva ad ogni costo parlare con Lei, che non si sarebbe mossa più finchè Lei non fosse giunta.
— È forse ancora di là? domandò vivacemente Gian-Luigi.
— No, perchè fortunatamente è sopraggiunto un tale che seppe dirle tanto bene da deciderla ad andarsene con esso lui.
— Un tale! Chi è? domandò con interesse Quercia.