— Non ho potuto andare a casa mia che stassera; voi avete gravi cose da dirmi?

— Gravissime.

— Riguardo l'impresa?

— Sì.

— Questo non è luogo adatto a tali discorsi; nè conviene pure che ci vedano parlare a lungo insieme, massime dopo il vostro arresto di stamane; dopo il teatro vi aspetterò colla mia carrozza sull'angolo di Doragrossa, salirete meco e vi condurrò in luogo dove potremo liberamente discorrere.

— Sta bene.

Quercia si allontanò frettoloso, andò a scambiare quattro parole colle principali corifee del corpo di ballo, tanto da dar ragione alla sua venuta, e poi si recò nella sala degli spettatori, dove al suo palco di second'ordine brillava in elegantissima acconciatura la contessa di Staffarda.

Se Candida fosse ansiosa di sapere ciò che era avvenuto la mattina dal gioielliere, ve lo lascio immaginare. Suo marito non aveva pronunziato verbo intorno a ciò, ned essa lo aveva interrogato: aspettava dunque con ansietà di veder Luigi, perchè egli le dicesse il risultamento della sua gita dall'orafo. Quindi, appena vistolo comparire in fondo alla platea del teatro, essa fissò su di lui il suo cannocchiale con una insistenza che chiaramente lo invitava a recarsi sollecito da lei. Luigi ubbidì. Nel palchetto della contessa eravi la solita frotta di visitatori, il solito genere di discorsi mondani composti di mormorazioni, di nullaggini e di malignità. Grande argomento di ciarle quella sera, e quasi l'unico nel teatro, come per tutta la città, in ogni ordine di loggie, traverso le file dei banchi e quelle dei seggioloni di platea, nei capannelli dell'atrio e intorno ai tavolini dell'acquacedrataio, era il duello avvenuto nel pomeriggio medesimo fra il marchesino di Baldissero e l'avvocato Benda.

Sul fondamento della verità, secondo suol sempre accadere, s'erano fabbricati i più diversi e più strani adornamenti di circostanze inventate, d'interpretazioni e d'aggiunte. Ciascuno raccontava il fatto in modo diverso e ciascuno voleva essere il meglio informato di tutti; secondo alcuni Francesco era morto addirittura sul colpo e non s'era più menato indietro che un cadavere; a detta d'altri la ferita era una semplice scalfittura da non farne caso: i primi imprecavano alla manìa del duello, i secondi ghignavano con ischerno di que' pericoli da burla per cui tentano di farsi scambiare per eroi i moderni paladini in guanti bianchi.

In mezzo a ciò era venuta a ficcarsi la passione politica, o per dir meglio, quel sentimento di rivalità e di nemicizia che allora esisteva assai più spiccato fra le due classi onde va composta la parte colta della società, l'aristocrazia privilegiata e la borghesia istrutta e denarosa, nemicizia e rivalità che a quel tempo accrescevano ed inasprivano le immanenti ingiustizie degli ordinamenti governativi.