— Quell'uomo lo si accusa d'essere un baro, giuocatore di vantaggio ed un falsario.

Candida balzò in piedi colle fiamme dell'ira nella faccia e negli occhi.

— Questa è un'infamia! esclamò ella: e dovreste voi, conte, rendervene complice?

Amedeo Filiberto fece più amaro che mai il suo solito sogghigno.

— Calmatevi! Tudieu! che ardenza d'amicizia è la vostra..... Queste cose non le direi ancora ad un indifferente, ma le dico a voi perchè mi preme rendervi cauta... E se ve le dico, ben capite che gli è perchè, come vi ho già manifestato, comincio a temerle fondate.

— È un'infamia, ripeto...

— Badate un poco alle vostre espressioni, contessa, vi prego.....

— E voi, badate voi alle vostre?

— Sì signora... Udite: la continua e soverchia fortuna di quel cotale al giuoco ha suscitato sospetti in molti: io che non avevo voluto credere a quei dubbi, li sentii pur finalmente entrare vittoriosi nell'animo l'altra sera al ballo dell'Accademia... Di Francia è venuto avviso alla nostra Polizia che colà da qualche tempo s'introducono in gran quantità biglietti di quella Banca con molta arte falsificati e che si ha quasi la certezza siffatti biglietti fabbricarsi in Piemonte. L'altro dì in un pagamento che dovette fare quel cotale diede parecchie polizze di banco francesi, ed una di queste fu trovata di quelle falsificate. Egli s'affrettò a scambiarla con denaro sonante, ma...

La contessa sentiva nel suo petto ribollire una generosa indignazione. Il suo amante così scelleratamente accusato ella credeva suo dovere difendere con ogni vigore: le pareva d'amarlo ancora più; coll'impulso generosissimo del suo animo di donna si pensava quasi obbligata a dividere il peso di quelle calunnie con esso, a mostrarne la insussistenza compromettendo sè stessa in una compiuta rivelazione dell'amor suo per lui. La sua mente concitata non vide più acconcio partito che quello di ribattere, confondere tosto quelle vili calunnie nella persona medesima del conte, e poi far compiuto lo scandalo con una separazione dal marito, con una fuga insieme all'amante. Luigi, che udiva quelle sciagurate parole, fremeva certamente di doloroso furore, e soltanto per riguardo di lei trattenevasi dal comparire colà tremendamente vindice del suo onore: ma quest'onore di lui, poichè lui amava cotanto, era a Candida più caro del proprio; per subita ispirazione determinò evocare essa stessa l'amante a schiacciare di presente l'accusatore e l'accusa.