Giuntovi, al fioco lume della lampada che pendeva dal mezzo della vôlta, scorse una donna, la quale appoggiati i gomiti alla tavola, nascosta la faccia tra le palme, appariva immersa in una profonda meditazione di dolorosi pensieri; le si accostò egli con passo affrettato esclamando: — Ester!

La donna si riscosse in sussulto, levò vivamente la faccia, quindi si drizzò in piedi, agitata da un tremito la persona, mandò un'esclamazione, i suoi occhi balenarono, e Gian-Luigi si vide dinanzi concitata e fremente la Maddalena.

Dallo stupore il medichino indietrò d'un passo.

— Tu! diss'egli. Sei tu qui?... Ed Ester? Dov'è? che ne hai tu fatto?

— Che ne ho fatto? rispose la fanciulla con un compresso furore: qui è mia casa, qui è mio regno, qui tu devi essere e ti voglio unicamente mio... Come aveva ella osato penetrare fin qua la sciagurata?... La scacciai, come si scaccia un'intrusa.

Nelle scure pupille del medichino balenò terribile il lampo dell'ira.

— Tu hai osato codesto?

La donna con una forza ed un coraggio che solo poteva darle l'impeto della sua gelosia feroce, stette impavida innanzi a quella tremenda espressione dell'ira di lui.

— L'ho osato: rispose ella fermamente.

— Tu hai disobbedito ai miei ordini, e non sai tu che da nessuno tollero questa colpa?