— Qui, abbiamo un caso... un caso che direi speciale, da cui possiamo trarne partito per più e varie conseguenze tutte importanti.... Voi mi capite?

Tofi battè leggermente le palpebre di guisa che voleva dire:

— Continui, chè son qui ad ascoltarla tutto orecchi, e vedrò dopo quel che ho da capire.

— Bisogna renderci conto della nostra situazione, continuava Barranchi andando evidentemente a caccia delle parole, senza pure aver la fortuna di cogliere quelle che proprio avrebbe volute: parlo della nostra situazione, come agenti e difensori del Governo... del principio monarchico... di tutti i buoni principii politici e religiosi... come Polizia, insomma... Voi mi capite?

Tofi questa volta accennò del capo.

— La nostra situazione, eccola. Abbiamo lo spirito rivoluzionario della borghesia che minaccia il trono e l'altare..... Per disgrazia il Re,... avanzo di suoi umori giovenili, effetto della generosità della sua grand'anima (s'affrettò a soggiungere)..... ha delle velleità conciliative, delle propensioni, direi quasi, verso quelle fatali novità... Che peccato in un Principe così ammodo!... Sotto tutto questo ci è il popolino, gli straccioni, che salterebbe volentieri addosso agli abbienti della borghesia per isfamarsi colle loro robe... Très bien! Voi seguite il filo del mio ragionamento?... Sono due parti nemiche, le quali venendo a collisione fra loro, gioverebbero ad una terza... alla nostra... Fra due contendenti profitta il terzo... Se si potesse, se si sapesse sfruttare un movimento, che poi avrebbe ad essere seriamente compresso, si otterrebbe senza fallo: e che il Re, sgomentato dallo spettro rivoluzionario, tornerebbe a scostarsi da quella parte pericolosa verso cui pencola, e che il popolo da quello sforzo efficacemente represso, come un frenetico dopo una cacciata di sangue, riuscirebbe per assai tempo ancora più mogio, e che la borghesia medesima, spaventata da quel tafferuglio, dovrebbe per suo stesso salvamento gettarsi umiliata nel partito de' buoni... il nostro... quello del trono e dell'altare. Avete capito?

— Sì, signor conte: rispose allora con accento risoluto il Commissario. Se lasciassimo, prima d'intervenire, saccheggiar parecchie fabbriche?

— Parecchie no: disse il generale. Il danno sarebbe troppo grave, e il Re non ce lo perdonerebbe.

— Qualcheduna soltanto? domandò Tofi, guardando con occhio penetrativo la faccia superba del conte che ora si atteggiava ad una espressione di macchiavellismo che voleva essere indovinato.

— Il meno possibile: rispose Barranchi.