— Lo faccia venire.

Il Gran Cerimoniere indietrò di alcuni passi, la faccia sempre volta alla spalliera della seggiola del Re, la schiena orizzontale; poscia si drizzò, e visto nel mazzo dei ricamati e decorati il nominato Presidente, gli fe' segno di accostarsi.

— S. M. desidera parlarle: gli disse.

Il personaggio così chiamato s'avvicinò a sua volta nella medesima guisa al Re, il quale gli fece la domanda rivolta poc'anzi al signor Cerimoniere.

— Si chiama Medoro Bigonci, rispose il Presidente: è secondo baritono, e fa eziandio da supplimento al primo. Ha dei mezzi naturali, buona voce, manca di studio, fa inappuntabilmente il suo dovere.

Carlo Alberto avevasi recato agli occhi il cannocchiale ed onorava d'un particolare esame il giovane artista.

— Ha un aspetto ardito molto: diss'egli. È romano, non è vero?

— Sì, Maestà.

— Fu arrestato pochi giorni sono...

— Sì, Maestà, per un equivoco, ma il conte San Luca, e S. A. R. il Principe di Lucca chiarirono la sua innocenza, e fu tosto rilasciato.