— Com'Ella sa, conte, io ho pubblicato un Codice Penale, in cui il duello è punito quale reato.
— Ma il figliuolo del marchese?..... susurrò Barranchi.
— Il figliuolo del marchese è un suddito come un altro, che non è per nissun modo al di sopra delle leggi.
Il generale ebbe tuttavia l'ardire di soggiungere:
— Credevo che gli arresti...
E Carlo Alberto, interrompendolo con una certa vivacità:
— Gli arresti glie li abbiam fatti intimare come nostro gentiluomo di Corte, e quindi soggetto ad una disciplina di obbedienza al nostro volere (cui noi gli avevamo fatto specialmente conoscere) e ch'egli ha audacemente infranto. Ciò però non lo assolve di dover rispondere all'Autorità competente della sua violazione della legge. Desidero anzi che sia dato un esempio, perchè si conosca che chi nella gerarchia sociale è più vicino al Trono, deve mostrarsi ed essere di tanto più zelante nell'ossequio alla legge.
Fece il piccol cenno di capo che equivaleva al congedo, e il conte, camminando a ritroso, andò a nascondere il suo stupore, per quelle parole del Re, fra la giubba ricamata d'un ciambellano e l'uniforme d'un aiutante di campo.
— Questa sera il Re è di cattivo umore, mormorò egli all'orecchio del ciambellano.
L'atto dell'opera era finito e passava l'intermezzo fra questo e l'azione coreografica, quando ad un tratto un certo movimento si manifestò nella massa dei corifei e delle comparse di Corte che riempiva la loggia reale, e questo movimento rapido si propagò nel resto del teatro, crescendo di vivezza e d'intensità, d'uno in altro ordine di palchi e fino nel mare onduloso di teste della platea. Che cosa era avvenuto?