— È giusto: esclamò San Luca, il quale s'affrettò ad abbandonare il suo posto per correre in cerca di informazioni.
Dieci minuti dopo egli ritornava: non aveva potuto arrivare sino allo zio, ma aveva parlato all'uffiziale medesimo per mezzo di cui il conte Barranchi aveva trasmesso i suoi ordini.
— Ebbene? Ebbene? gli domandarono ansiosamente tutti i vicini, fra cui Quercia, aggruppandosi intorno a lui.
— Non è vero, rispose San Luca, che sieno molte le fabbriche saccheggiate; non è che una sola fuori di città.
— Quale? domandò Luigi che ebbe di subito come un indovinamento del vero.
— Quella Benda.
Quercia si morse le labbra per non lasciarne prorompere una bestemmia: e senza por tempo in mezzo si tolse di là frettoloso.
— Dove andate? domandarono alcuni.
— Cospetto! Alla fabbrica Benda. Quella famiglia è de' miei amici, e corro a vedere se posso essere loro capace di qualche soccorso.
Questo generoso impulso del giovane fu molto ammirato. Gian-Luigi si precipitò fuori di teatro, corse nella piazza ad una carrozza da nolo, ed aprendone lo sportello disse vivamente al cocchiere: