Francesco nel suo letto trasalì; il padre si slanciò verso la finestra; ma in quella una grandinata di sassi venne lanciata con impeto contro la casa e precisamente contro la finestra dalla quale traverso i vetri appariva nella notte il fioco raggio della lampada, e due tre pietre rompendo la doppia invetrata penetrarono entro la camera; Giacomo stesso fu colpito abbastanza gravemente nel braccio, uno dei sassi venne rotolando fino ai piedi del letto in cui giaceva il ferito: le due donne non poterono frenare un grido di spavento.
Giacomo lasciò scappare una bestemmia.
— Morte a noi! esclamò Francesco vivamente e dolorosissimamente commosso: e ci si assale in questa guisa?... Oh per Iddio!...
E fece un moto per levarsi sul letto, e gettar i piedi sul pavimento: ma si fu appena sollevato di alquanto che dovette ricadere con tutto il suo peso sui cuscini, fattosi più bianco in volto delle sue lenzuola, presso a svenire; Teresa accorse al capezzale del figlio.
— Francesco! Francesco, per carità! esclamò ella: non muoverti.
Sor Giacomo s'era affrettalo a chiudere le imposte di legno sopra le invetrate rotte da cui penetrava fischiando l'aria gelata di quella notte invernale. Maria spaventata era accorsa presso il fratello ad aiutare la madre nell'opera di soccorrerlo. Al di fuori continuavano le grida e la tempesta dei sassi contro la parete e le finestre della casa di cui si udivano i vetri cadere infranti; le pietre che percuotevano nelle medesime imposte chiuse da Giacomo erano così frequenti che minacciavano romperle; spesseggiavano e più violenti i colpi nel portone che si voleva atterrare.
Il padre di Francesco, risoluto ed impetuoso come egli era, determinò di presente affrontare faccia a faccia quel pericolo, piuttosto di attendere, superate le deboli barriere che gli si potevano opporre, venisse a coglierlo colà nel santuario della sua famiglia. Si slanciò verso l'uscio della stanza; ma la moglie che vide quell'atto, che capì quel disegno, più ratta di lui gli fu innanzi sulla soglia e lo prese alle braccia con forza straordinaria.
— Che vuoi tu fare? gli disse autorevolmente. Esporti al furore di quelle belve eccitate? Ciò potresti se tu fossi solo... mi ci siamo noi...
— E forse questo è il modo migliore di salvarvene: disse Giacomo nella cui testa batteva il sangue tumultuosamente.
— No, disse la donna; e noi non vogliamo di salvamento a simil prezzo... Quegli sconsigliati non si possono più dominare... Non è che un esporti facil preda alla loro ferocia. Non uscire, Giacomo, te ne prego, per amore di Dio, per amore dei nostri figli, in nome di Francesco... Vuoi tu ucciderlo di subito quel poveretto?