Da ciò era provenuto che il rumore innanzi alla facciata della casa cessasse subitamente, e il pericolo agli assaliti sembrasse allontanato. Anche nella stanza del ferito s'erano acquetati i cuori palpitanti di Teresa e di Maria; e Giacomo rientrando ad unirsi con loro, le donne gli si gettarono nelle braccia rallegrantisi in quell'amplesso della miracolosamente scampata sventura. Ma non fu lunga l'illusione di quella povera gente. Da un'altra parte, men vicino, ma più cupo e più terribile ancora giunse colà il rumore del tumulto. Il padre di Francesco capì di subito, indovinò che cosa era accaduto.
— La mia fabbrica! esclamò: ah gli iniqui hanno invasa la fabbrica!
Si slanciò di nuovo nella stanza vicina, la cui finestra si apriva nel cortile; un infausto chiarore di luce rossigna lo ferì negli occhi. Vide, traverso le finestre degli opifizi illuminati, correre ed agitarsi innumere forme nere che parevano demoni intenti all'opera della distruzione, e qua e colà di sotto il tetto, lanciarsi in turbini vorticosi verso il cielo il fumo e le fiamme dell'appiccato incendio.
L'infelice sentì infrangersi il cuore.
— Infamia! Infamia! diss'egli, coi denti contratti, serrando i pugni, mentre dagli occhi gli uscivano, più che per dolore, per rabbia, amare stille di pianto. Ah! l'uomo è tristo, l'uomo è feroce, vile e scellerato. Qual padrone fu più generoso e caritatevole verso i suoi operai?... Ecco la ricompensa che quei ribaldi me ne danno... Oh Dio ne li maledica!...
Teresa lo chiamava dalla stanza del figliuolo: quella voce lo ridusse in se stesso, gli fece sentire tutta la necessità di tornarsi in calma, di mantenere inalterata il più possibile tutta la freddezza della sua ragione. Fu capace di tale sforzo sopra sè da rendere tranquilla l'espressione della sua faccia; si premette coi pugni chiusi le occhiaie ad asciugarvi le lagrime, a ricacciare indietro quelle che volessero ancora spuntarvi, e rispose con voce ferma alla moglie:
— Vengo.
S'avviò diffatti con passo calmo e posato; ma davanti a lui vide le faccie pallide e sconvolte dei cinque uomini che gli si erano profferti ed erano accorsi lì a sua difesa. Si fermò a contemplarli un istante in silenzio; sulla sua faccia apparve una espressione di dubbio, di diffidenza, di ostile dispetto.
— Che fate voi qui? domandò egli bruscamente: che volete voi fare? Difendermi: avete detto. Mal consigliati! Perchè arrischierete la vostra vita per me e pei miei?... Siete uomini come gli altri; siete compagni di quella gente là; dunque provvedete un po' meglio a' fatti vostri, e senza esitazione veruna fate francamente quel che l'interesse vi consiglia e ve ne dice in segreto il cuore: abbandonateci, ponetevi in salvo voi, le vostre famiglie e le vostre robe: lo potete ancora; o meglio andate a congiungervi a quella frotta di assassini che distrugge la ricchezza accumulata dal lavoro di anni e di anni d'un onesto padre di famiglia; sarete più sicuri ancora, e ci avrete anzi giovamento... potrete prendere parte anche voi al bottino...
S'arrestò perchè vide sul volto leale di quella brava gente una sì dolorosa sorpresa che, a dispetto della sua stessa commozione, della irritazione della sua rabbiosa passione, pur ne fu tocco; capì che egli faceva loro un gravissimo, immeritato oltraggio. La faccia grossolana, ma buona, di Bastiano, protestava sopratutto contro la crudele accusa.