— Ah no: ripigliò con altro accento il signor Benda, porgendo di nuovo ai suoi subordinati le due mani con atto pieno di fiducia e d'espansione: voi non siete di quelli; per voi non è un peso la riconoscenza, non è manco una tentazione l'ingratitudine.
Quegli uomini afferrarono le mani ch'egli tendeva loro e le strinsero con forza, pronunziando confusamente tutti insieme parole di devozione e d'affetto.
— Oh dite, dite: riprese Giacomo, che a quelle dimostrazioni sentì entrare in petto una specie di tenerezza: ho io meritato codesto dai miei operai?
— No, no, certo che no, mille volte no; Lei, che è il migliore fra quanti padroni sieno al mondo: esclamarono in una i capi-officina; ma c'è qualche maledetto suo nemico che ha messo su quest'infame macchinazione.
— Ah! se lo potessi cogliere questo cotale: urlò a suo modo Bastiano, brandendo l'inseparabile suo randello.
Lo scoppio di voce del brav'uomo fece accorrere dalla stanza vicina Teresa vieppiù inquieta.
— Che cos'è? domandò essa aprendo il battente dell'uscio.
Ma nessuno ebbe tempo di farle una risposta. La funesta luce dell'incendio con rapidità spaventosa sviluppatosi le percosse gli occhi traverso i vetri della finestra. In fondo al cortile gli opificii ardevano oramai compiutamente. Era uno spettacolo di terribile, spaventosa bellezza. Le fiamme uscivano violente da ogni apertura, si strisciavano su per le pareti, lambivano il cornicione del fabbricato, cominciavano a mordere i capi dei travi del tetto, vi si appiccavano qua e colà, di passaggio soltanto dapprima, per divampare ed estinguersi, per isparire e tornare, come folletti aleggianti con bizzarro capriccio, che si conchiudeva poi in uno stabile dominio cui allargandosi prendeva l'incendio. Tratto tratto, come se qualcheduno si compiacesse a gettare in quel vasto focolare, che oramai occupava tutto il piano terreno, qualche ammasso di materie più infiammabili o di limature di ferro, le fiamme divampavano più brillanti e maggiori, od una colonna densa di scintilluccie accese, vivacissime, danzanti irrequiete, schioppettanti per l'aria, come un fuoco artificiale, si sollevava verso il cielo, illuminando d'un color di sangue tutte le cose circostanti, e la casa e le rimesse e le scuderie e i magazzini e la neve del cortile. Già s'udiva il rumore speciale dell'incendio, il crepitar delle fiamme, lo scroscio dei materiali che cadevano, e in mezzo a tutto questo gli urli efferati di quella turba di barbari e di iniqui. Le mogli e i bambini dei capioperai che abitavano il piano superiore della casa strillavano disperatamente.
— Gran Dio! Madonna Santa! esclamò Teresa a quella vista. Il fuoco! Siamo tutti persi.
Francesco dal suo letto udì queste tremende parole della madre. Per quanta impressione fosse la sua, lo sforzo fatto poco prima lo aveva talmente prostrato ch'egli non potè altro più che agitare sui cuscini la sua testa dolorante.