— Che nessuno tocchi, aveva gridato, che nessuno si serva, giuraddio! Si faranno le parti secondo regola e giustizia a cose finite; e il primo che avanza una mano, il mio buon amico Stracciaferro è incaricato di rompergli il grugno.

Il buon amico di Graffigna aveva commentato le parole di costui con un atto silenzioso ma eloquentissimo, levando in su agli occhi degli astanti le due masse nodose che erano i suoi pugni serrati; e innanzi alla figura bestiale e terribile di quel colosso, anche i più ardimentosi s'erano arretrati. Graffigna aveva spartito il bottino fra le sue e le tasche di Stracciaferro.

Codesto era appena finito che una nuova invasione di riottosi precipitavasi con accresciuto rumore sulla misera fabbrica. Erano le altre bande che soprarrivavano e volevano prender parte al saccheggio, alla devastazione. Come accade ad una fiorente campagna su cui s'abbatta ad un tratto una di quelle tremende nuvole di cavallette divoratrici che in pochissimo di tempo la riducono spoglia, nuda e desolata come dal gelo dell'inverno, così in un breve succedersi di minuti avvenne di quella misera officina così ben fornita, ordinata, dalle prospere condizioni pur dianzi. Tutto fu sciupato, tutto distrutto; il torrente irrompitore, colla sua potenza irrefrenabile ed infinita ebbe in un attimo ogni cosa messa a sperpero, portata via, infranta sul suo passaggio: le alte muraglie degli stanzoni vuotati parevano assistere con doloroso stupore a quella ridda infernale, a quella bufera di collera umana che strepitava in mezzo a loro; tutto trasportava frattanto con sè il turbine.

Ma quell'opera riusciva poca e non appagante abbastanza per la suscitata ferocia di quella turba scatenata. Il flagello sociale della rivolta aveva bisogno di ricorrere ad un flagello dato dalle forze della natura per averne collaborazione al suo empio proposito. La medesima idea funesta, come sempre avviene in simili casi, balenò contemporaneamente in più cervelli eccitati, la parola non fu manco pronunziata da labbro nessuno, e la cosa fu fatta in pari tempo da più mani scellerate: il fuoco venne appiccato in varii punti. Graffigna capì sollecito che quando i saccheggiatori non avessero più nulla da sperperare e da rubare negli opificii, si sarebbero gettati ancora mal paghi sull'abitazione del principale, e si affrettò a prendere una determinazione che doveva recargli due vantaggi: fuggire il fuoco che scacciava innanzi a sè gli assalitori, come demone che minaccia afferrare chi lo ha evocato, e giunger primo alla seconda cassa del fabbricante, innanzi che altre mani potessero arrivarla, innanzi che ad impedirgli l'agognato bottino venissero i soccorsi della forza pubblica: raccolse intorno a sè un manipolo dei più fidi e dei più acconci, e con essi accorse alla casa.

Furono arrestati dalla porticina del cortile accuratamente chiusa e solidamente abbarrata.

— Animo, Stracciaferro: disse Graffigna, gettami abbasso quest'uscio.

Il colosso si diede a percuotere nelle imposte con uno dei più grossi di quei martelli di cui si servono a battere il ferro affuocato sull'incudine, martellaccio ond'egli erasi armato, e che maneggiava con tanta facilità con quanta altri farebbe di un bastone.

I poveri assediati, dalle due stanze in cui s'erano rinchiusi, udirono i colpi tremendi e capirono che poco tempo avrebbe potuto resistere l'ostacolo dell'uscio; diffatti di lì a poco le imposte cedevano crocchiando, ed il varco era aperto. Ma in quel punto ecco sopraggiungere dagl'incendiati opifici una nuova frotta accorrente sulle poste di quei primi per prender parte ancor essi al saccheggio della casa. Graffigna che vide un imbarazzo non lieve alle sue mire in questo sorvenire di rinforzi, accorto com'egli era, non tardò a trovarci il rimedio.

— Eh un momento, cari amici che il boia v'impicchi: gridò ai sopravvenuti che tumultuariamente spingendosi tutti insieme verso la non larga apertura dell'uscio scassinato ed infranto facevano tal ressa da impedirsi a vicenda il passo; se facciam così ci schiaccieremo fra noi qui alla porta e non riusciremo a penetrarvi nessuno. C'è un'altra entrata per la scala grande di sotto l'atrio del portone; una parte di voi corra per di là, e dalle due parti verremo più facilmente a capo di renderci padroni della casa.

Il consiglio era buono; e lo resero ancora più efficace alcuni sergozzoni che Stracciaferro distribuì con assoluta imparzialità ai più ostinati che volevano cacciarsi innanzi. La turba maggiore si precipitò sotto l'atrio e salì come un uragano lo scalone; Graffigna co' suoi fidi s'introdusse per la scaletta.