Stracciaferro la guardò con aria di sprezzosa compassione che ha un mastino per un cagnuolo avanese che gli venga ad abbaiare alle gambe: la prese ad un braccio e la mandò a rotolare lontano. Sarebbe caduta, se non si fosse incontrata in Andrea, che sopraggiungeva e la sostenne.

— Voi, voi qui, Andrea!.... esclamò la desolata madre. Oh difendete mia figlia!

Stracciaferro aveva afferrata Maria, che si dibatteva come un augellino negli artigli d'un falco, mandando strazianti grida ad implorar soccorso.

Francesco trovò tanta forza da potersi levare a seder sul letto, più bianco d'un cadavere, ma gli occhi larghi, fiammeggianti d'indegnazione, i capelli ritti, le labbra frementi. Voleva parlare, ma la voce gli mancava; voleva scendere di letto, ma si sentiva come se avesse legate le membra.

Ad un tratto due mani vigorose afferrarono pel collo il bandito, che già aveva sollevato fra le sue braccia la fanciulla. Stracciaferro volse i suoi occhi pieni di sangue a questo suo assalitore e vide la faccia di Andrea, che gli si era slanciato addosso con tutto il vigore ond'era capace.

— Lascia stare quella signorina: disse Andrea: o t'impicco com'è vero Iddio.

Stracciaferro rispose a suo modo con un ruggito della sua rauca voce, che ora era fatta anche più rauca dalla stretta delle mani che lo serravano al collo; fece come fa il toro addosso a cui saltarono i mastini, il quale con una scossa violenta li slancia lontano da sè, diede un tal sobbalzo colle spalle e colla persona che si liberò dalla presa di Andrea e mentre deponeva a terra la ragazza, pur tenendola tuttavia afferrata ad un braccio colla sua mano sinistra, colla destra scaraventava un pugno tale nel petto del difensore di lei che il marito di Paolina andava indietro barcollando tre o quattro passi e finiva per cadere supino per terra.

L'assassino ghermì di nuovo la fanciulla. Chi avrebbe potuto venir più in soccorso della misera? Il padre e i pochi rimasti fedeli a quella famiglia erano avviluppati dall'onda degli assalitori e stavano per soccombere non ostante gli sforzi sovrumani della loro difesa. La madre di Maria che poteva ella se non piangere, pregare, gridare? E nè grida, nè preghiere, nè lagrime non potevano in modo alcuno commuovere quello scellerato in cui ottuso era fatto tutto quanto ha di dilicato e di soave la natura umana. Teresa si trascinava per terra, afferrata ai panni, alle membra del rapitore di sua figlia, come fa la madre di Polissena nel bel gruppo del Fedi; ma a che cosa valeva egli codesto? E il misero Francesco doveva, impotente, incatenato al suo letto di dolore, assistere a questa scena tremenda! No; non poteva a niun modo restarsene inoperoso. Il sangue che la ferita e i salassi gli avevano lasciato nelle vene ribollì furibondo; una nuova forza venne dall'animo supremamente indignato ad invigorire le sue membra; saltò d'un balzo giù dal letto e corse con impeto contro il rapitore che oramai era giunto alla soglia della camera; ma non potè fare che pochi passi, le forze gli mancarono ad un tratto, sentì come rompersi qualche cosa entro il petto, agitò le braccia, mandò un grido, e cadde lungo disteso, battendo un gran colpo per terra con quel fianco appunto dove era aperta la sua ferita.

La infelice madre udì il tonfo, vide giacere privo di sensi, coll'aspetto di morto suo figlio, e un grido straziante le ruppe dal fondo dell'anima. Che doveva ella fare? A quale delle sue creature consacrarsi. Aimè! Forse ambedue erano perdute per lei... Ma la sua Maria in mano di quell'assassino!... Oh non poteva abbandonarla finchè una stilla sola di sangue fosse rimasta nelle sue vene. Si riattaccò più tenacemente di prima al rapitore cercando piantare le sue deboli unghie nel risalto dei muscoli di bronzo di quell'uomo.

Maria non riluttava più, non gridava nemmanco, ogni vigore, quasi ogni sentimento era smarrito in lei: la si sentiva come chi è trascinato dalla corrente giù dell'abisso, le pareva dover morire all'istante, il cuore le si stringeva così che non aveva più battito; chiuse gli occhi e fu sul punto di perdere i sensi e la ragione. Pure nell'intimo penetrale del suo essere stava ancora, come istinto di conservazione, un voto, una supplicazione, una speranza. Ah! v'era un uomo al mondo ch'ella sentiva sarebbe stato capace di salvarla, se fosse stato lì presente, un uomo che due giorni prima le aveva detto volerla difendere da ogni pericolo, salvarla ad ogni costo, voler mettere la sua vita per risparmiarle un affanno, una lacrima! Oh! s'egli potesse venire! Ella pregava dal Cielo mentalmente, ma con fervore glie lo mandasse; e l'impossibile speranza di vederlo comparire non era ancora del tutto scancellata dal suo cuore....