Nelle camera frattanto, dov'era ricoverata la famiglia Benda, così provvidenzialmente salva nel momento appunto in cui non pareva più possibile uno scampo, succedeva la più tenera e commovente scena del mondo. Teresa e Maria, dopo essersi con passione abbracciate, s'erano gettate al collo del marito e del padre, il quale, tranne alcune contusioni che gli allividivano le carni, non aveva per fortuna altro maggior danno, e con lagrime e rotte parole rendevano grazie a Dio dell'insperato salvamento; Giacomo ringraziava commosso i suoi dipendenti che per lui avevano esposto i loro giorni e de' quali alcuno sanguinava per ricevute ferite, e i giovani accorsi a loro difesa, di cui primo, e agli occhi di quella famiglia più meritevole, il dottor Quercia, al quale anche le donne in mezzo al loro turbamento esprimevano la più viva riconoscenza. La povera Maria sopratutto ebbe pel giovane uno sguardo, che nella sua rapidità di baleno diceva di più e con maggior eloquenza che non avrebbe saputo e potuto dir mai parola nessuna.

Tutto codesto era passato in un attimo, Teresa confusa, aggirata, non aveva ancora avuto il tempo di riaversi, di riacquistare il pieno possesso di sè, della sua ragione, della sua memoria. Ma ad un tratto, appena ebbe abbracciato la figliuola e il marito, vivamente, con forza, impetuosamente, fu ella assalita dal pensiero di suo figlio — di suo figlio che mancava a quell'amplesso — di suo figlio che testè aveva co' suoi occhi veduto essa stessa cadere come corpo morto a terra; mandò un grido, si gittò le mani nei capelli e corse disperatamente, come forsennata, verso il corpo di suo figlio, sul quale precipitò, quasi ella stessa cadesse abbandonata dalla vita. Francesco rimaneva immobile e insensibile a quel posto; la fronte e il viso aveva ghiacci come quelli di un cadavere, gli occhi richiusi; la ferita nel petto eraglisi riaperta e una larga macchia di sangue sgorgatone appariva sul candore della sua camicia. La madre lo prese di sotto le ascelle e fece a sollevarlo; ma la forza ne mancò alle sue braccia tremanti.

— Francesco! Francesco! esclamò essa con infinito spasimo dovendo lasciar ricadere a terra il corpo diletto ed accasciandosi essa stessa sopra di lui.

Ma gli altri avevano seguitata la povera madre e furono solleciti in soccorso di lei. Giacomo coll'animo troppo oppresso da tutto quel precipizio di avvenimenti, scemato eziandio il vigor fisico dalla lotta testè sostenuta e dalle ricevutevi percosse, non ci valse e dovette lasciarsi cader seduto sopra una seggiola dove, rompendo in pianto come un ragazzo — egli così risoluto, forte e robusto di volontà e di fibra — si nascose tra le palme la faccia.

Giovanni Selva e Luigi Quercia che pareva il destino volesse presenti sempre ad ogni grave circostanza della famiglia Benda, sollevarono Francesco tuttavia svenuto, e lo trasportarono sul letto.

Teresa si rialzò di terra stando sulle ginocchia e protese le mani che tremavano verso il figliuolo.

— O mio Dio! gemette: Madonna della Consolata, Santa Vergine dei dolori, rendetemi il figliuol mio!...

Quercia disfece la fasciatura di Francesco per esaminarne la ferita. Il sangue n'era uscito in abbondanza ed era gran ventura che esso avesse versato al di fuori, invece che diffusosi nell'interno; nè questa era la sola ventura che in quell'infelice precipitare di dolorosi avvenimenti avesse pur tuttavia toccato al ferito. Gian-Luigi fece ad un punto un atto vivace di gradevole sorpresa: afferrò un lume e si chinò sulla denudata ferita ad esaminarla; e' non s'era ingannato, fra le labbra sanguinose della trafittura stava a fior di pelle la palla di piombo che fino allora non avevano potuto estrarre ed avevano anzi giudicato imprudente di andar cercando; ritenuta nelle carni di qualche muscolo, allo sforzo fatto dal giacente per levarsi e camminare, al colpo da lui battuto in terra nella sua caduta, se ne era staccata ed usciva da sè naturalmente fuor della ferita. Quercia non ebbe che da prenderla colle sue dita medesime. Ciò che ognuno avrebbe creduto di mortale effetto pel trafitto, poteva così invece divenire mezzo di sua salvezza.

Gian-Luigi mostrò il proiettile alla madre di Francesco, la quale rimaneva ancora in terra inginocchiata, palpitante in un'ansia tremendissima.

— Si rassicuri: le disse. Io non ho mai creduto finora poterle dare con sincerità delle buone speranze come in questo momento. Faccia conto che suo figlio ha passata una crisi pericolosissima, che accenna volgere ad ottimo risultamento. Lo salveremo.