— Vorrei pregarla, balbettò Maurilio, se si potesse di dar l'ordine che mi fosse restituito....
— Un corno! gridò il Commissario. Quello scartafaccio è nelle mani di S. E. il Governatore che ne farà quel che vorrà.....
Il giovane accennò volere aggiungere ancora una parola; ma Tofi con più ruvidezza ancora:
— Adesso ho altro da fare che ascoltare le vostre sciocchezze. Non seccatemi dell'altro e partite, se non volete ch'io vi faccia ricondurre in qualcuno de' miei salotti qui sotto nei fossi del castello.
Maurilio non aprì più bocca, e Don Venanzio, che fece saluti rispettosi e vivaci per tuttedue, lo trascinò fuori sollecitamente. Nell'anticamera il parroco riprese la sua mazza e il suo cane che gli fece mille feste; e quando ebbe oltrepassata la sentinella che passeggiava dinanzi al portone, Don Venanzio mandò un gran sospirone di sollievo, strinse al suo petto il braccio di Maurilio su cui s'appoggiava affettuosamente e disse:
— Uhff! fa piacere l'essere fuori di lì, e faccio voti che per nessuna ragione, nè tu ned io non abbiamo da tornarci mai più.
Il povero prete doveva tornarci pur troppo per una dolorosissima cagione, onde assai aveva da soffrire la sua bella, onesta ed amorevol anima!
Camminato un poco in silenzio, Maurilio ad un tratto si fermò e scosse la testa, come uomo a cui una vicenda è troppo grave a sopportare.
— Lasciare nelle loro mani quello scritto! esclamò egli; ma colà dentro vi è tutta la mia anima, vi sono tutte le evoluzioni del mio pensiero; vi è quella parte della vita intima del nostro io, in cui non deve penetrar mai, è un sacrilegio che penetri occhio umano — e stento a credere perfino che penetri l'occhio di Dio... Ah! questa è la peggiore delle tirannie, questa è un'empia offesa alla libertà ed alla dignità della persona umana... E se mi presentassi al Governatore a richiamarmene, se invocassi colla forza del mio diritto la restituzione di ciò che è più mio di qualunque altra cosa possa appartenermi mai, di quello che è parte, si può dire, di me stesso, qual accoglienza mi si farebbe? qual risposta degnerebbero farmi?..... Quella di questo villano di Commissario: la minaccia di un carcere.
Don Venanzio, tutto spaventato, lo stringeva pel braccio, guardava intorno con occhio pieno di sgomento, e tirandolo per fargli riprendere l'andare, dicevagli sottovoce con accento di amorevole rimprovero: