— Vuoi tacere?... Ve' se si ha da parlare in questa guisa!... E ad alta voce ancora, in una piazza!... Per fortuna che con questo tempo c'è poca gente... Ma certe cose, Gesù buono, non bisogna nè anche pensarle. Vieni, vieni, andiamo a casa tua che abbiamo un milione di cose da dirci... Quanto al tuo manoscritto, credo di potertene dare le novelle, che l'ho visto io co' miei occhi non è più di un'ora.
— Davvero! esclamò Maurilio stupito non poco. Non è dunque più in mano del Governatore?
— No.
— E dov'è? chiese sollecito il giovane. E come fu dato a Lei di vederlo?
— L'ho visto fra le mani di quel medesimo personaggio a cui tu hai già dovuta quell'altra volta la tua liberazione, ed a cui tu la devi anche adesso.
In Maurilio queste parole produssero una subita emozione, cui Don Venanzio, se l'avesse osservata, avrebbe dovuto trovare strana ed inesplicabile.
— O chi? domandò egli con impeto, tremante la voce.
— Il marchese di Baldissero.
Maurilio mandò un'esclamazione dall'imo petto, d'una meraviglia che quasi pareva dolore.
— Il marchese!.... Lui?.... O fatalità! Il mio destino mi vuole dunque affatto perduto?