— I fatti? Che fatti? Mi dica Lei che cosa ho da fare.

— Al signor Commissario premerebbe assai di essere informato di tutte le volte che quel dottor Quercia, quel signore che avete veduto passare un momento fa, se ne viene in questo luogo.

— Ed io ne lo dovrei informare?

— E sarebbe tanto di meglio se poteste dire, anche soltanto approssimativamente, ciò ch'egli venga a fare costassù con quei giovani.

Sora Ghita capì benissimo che quel cotale stava proponendole onestamente di far la spia, e chinò il capo in una grande perplessità. La cosa non le andava molto a genio, ma d'altronde ella aveva tanta paura della Polizia!

— Come vuole che io faccia per saper di queste cose? balbettò ella. Non posso mica tener dietro a chi viene e sgusciare con loro nei quartieri dove entrano.

— Il pittore Vanardi ha una moglie che chiacchera molto volentieri. Una donna accorta come voi dovrebbe sapere farla parlare.

— Ma... riprese la povera sora Ghita più perplessa che mai.

Il poliziotto non le lasciò aggiungere altre parole.

— Avete questa sola maniera di provare immeritati i sospetti che avete fatto nascere sul vostro conto: diss'egli con accento di autorità imperiosa.