Andrea divenne pallido pallido; allargò tanto di occhi e fissò la monaca tutto sgomento: le sue mani agitate spiegazzavano il suo berrettaccio, e colle labbra che tremavano balbettò:

— Amarli per due?.... Non capisco.

Il vero era che egli cominciava a capire pur troppo.

— Sì, disse gravemente la monaca mettendogli una mano sulla spalla. Sulla terra siete ora voi solo ad amarli i vostri bimbi; la madre loro li ama e li protegge dal cielo.

Si sarebbe potuto credere ad uno scoppio di dolore nel povero Andrea; invece egli rimase mutolo, gli occhi e la bocca larghi, quasi attonito; avreste detto che non avesse capito. Stette in silenzio così alcuni minuti fissando con pupille smarrite la monaca, la quale gli teneva sempre, con atto pietoso, la mano sulla spalla.

— Paolina adunque? diss'egli poi con un soffio di voce, e le ciglia gli si misero a tremolare leggermente.

La suora di carità non rispose che con una mossa mestissima, additando il cielo.

— Morta!? esclamò l'infelice con voce serrata nella strozza. Ah! non è possibile.... Morta senza ch'io più la vedessi?... Morta senza che mi perdonasse.... Ah no, no, non deve esser vero.... Per carità mi dica che non è vero.

— Vi ripeterò invece che bisogna abbiate forza e coraggio, rassegnarvi alla volontà di Dio e mettervi in grado d'adempire giustamente a tutti i doveri che partendosi da questa terra ella vi ha lasciato.

Andrea si cacciò le due mani convulse nella chioma arruffata, cui parve volersi strappare; la monaca, paurosa ch'egli incrudelisse contro se stesso, volle prendergli una mano, ma il misero la respinse da sè bruscamente, senza profferire pure una parola: poi piantati i due gomiti sulle ginocchia, nascose fra le mani nere ed incallite la faccia e stette così alquanto tempo, immobile, senza dar segno nessuno di sentimento nè di vita. La suora di carità avvisò che il meglio era lasciarlo tranquillo nel suo dolore, e stette alcuni passi in là, guardandolo pietosamente.