— Sì signore.

— E questa lettera?

— L'ho qui. Il signor Maurilio aveva pur detto al custode di non consegnarla che fra un'ora; ma io ho creduto bene di farmela tuttavia rimetter subito. È appunto diretta a Lei.

— A me! esclamò Don Venanzio, date, date qui.

La prese con mano premurosa dal domestico che gliela porse, e ne guardò con sollecitudine la soprascritta; era di mano di Maurilio, ma nel tracciare i caratteri dell'indirizzo quella mano era così fattamente agitata che tutta sconvolta era riuscita la scrittura.

— Andate, disse il marchese al servitore che si affrettò ad ubbidire. Legga, Don Venanzio, soggiunse quando furono soli, e se quello che si contiene colà dentro crede potermelo comunicare, mi leverà dall'ansiosa curiosità onde son preso.

Don Venanzio ruppe il suggello, spiegò il foglio con mano che tremava un pochino, inforcò gli occhiali, e lesse.

«Parto. Dove me ne vada non so. Forse al villaggio dove imparai primamente a soffrire. Potessi chiudere questa vita nel luogo in cui la sentii cominciare a pesare su me colla gravezza del dolore!... La mia sorte, la mia famiglia, il mistero della mia nascita, che m'importa più? Cessi da indagini che a nulla mi possono giovare. Quando anche fossi figlio d'un re, che me ne verrebbe oramai?... Mi sento circondato dappertutto da una tenebra fitta. Vorrei che fossero le ombre della morte. Le mando un saluto dal cuore... Forse l'ultimo... In questa casa non posso rimaner più, non debbo... Ho la testa che minaccia di rompersi... il cuore mi sembra che voglia saltarmi fuori dal petto..... Non mi stupirei che l'uno e l'altra scoppiassero... Addio.»

— O mio Dio! esclamò il buon sacerdote quando ebbe letto, tutto sgomento: ma che cosa può essere avvenuto? A quel poverino ha dato di sicuro volta il cervello.

Ricordò che pochi anni prima una forte scossa morale aveva già ridotto Maurilio al punto che la sua smarrita ragione lo aveva spinto al suicidio da cui lo aveva salvo Giovanni Selva; ricordò la grave pericolosa infermità che di poi lo aveva travagliato, temette anche questa volta una simile vicenda e pari effetti: senz'altra spiegazione, come uomo che non ha tempo nessuno d'indugiarsi, prese sollecitamente il suo cappello a tre punte che aveva posto sopra una seggiola dritto contro la spalliera, e si mosse per uscire.