La innamorata fanciulla che aveva vegliato in pena tutta la notte, che aveva con ispavento appreso della rivolta degli operai e de' gravi fatti che l'avevano accompagnata, che null'altro pensiero più aveva in mente fuor quello dell'amor suo, considerava quasi per impossibile che in altri avesse ad essere tanta indifferenza a tal riguardo. Maurilio, alle ultime parole di lei, ebbe sulle labbra un sorriso amarissimo, onde la fanciulla provò sdegno insieme, e pena e sgomento. Quel sorriso diceva che il giovane aveva avuto ben altro a cui pensare, che del ferito e delle sue sorti poco si curava ed anche peggio, che la ragazza sperando in lui un aiuto erasi ingannata, che piuttosto avrebbe trovato in esso un alleato ai nemici del suo amore. Ella si pentì subitamente della fiducia che aveva creduto poter riporre in quell'essere; si rimutò nelle sembianze compiutamente, s'allontanò da lui di qualche passo, e riprendendo tutta la naturale fierezza del suo contegno, disse con accento severo:
— Mi sono dunque ingannata a crederla un amico del signor Benda?
Per Maurilio quel mutamento fu come se gli si spegnesse subitamente agli occhi la luce del sole. Tese le mani supplichevole ed esclamò:
— No, no; la non s'è ingannata. Sono un amico, un amico a tutta prova..... Mi comandi e farò quanto so, quanto posso.....
S'interruppe perchè l'emozione gli faceva gruppo alla gola e non lasciava più varco alle parole. Virginia stette un momento in silenzio, come riflettendo, e pareva che il suo spirito fosse corso lontano da quel luogo, ed ella non badasse più a chi gli stava dinanzi. Dopo un poco scosse la sua leggiadra testa, s'avvicinò ad un mobile e prese in mano una lettera che vi stava sopra: si rivolse di nuovo a Maurilio e parlò con una semplicità affatto naturale.
— Io m'interesso di molto a quella famiglia. La signorina Maria figliuola del signor Giacomo, fu mia compagna di collegio ed abbiamo rinnovato pochi giorni fa un'intrinsichezza da amiche.....
Si tacque ad un tratto; si domandò perchè la diceva tutto ciò a codestui: che aveva ella bisogno di scusare o di spiegare soltanto la sua condotta? Arrossì alquanto: e dopo un istante riprese con accento più altero che non fosse prima:
— Ho da mandare questa lettera di condoglianza e di conforto alla mia amica..... Avevo pensato, poichè credevo ch'Ella si recasse colà, pregar Lei di recargliela a nome mio.
Maurilio delle parole di Virginia aveva capito poco o nulla; il suo capo confuso sempre peggio gli tenzonava con maggiore intensità, per poco non aveva smarrita la giusta percezione delle cose e la coscienza di sè; viveva come in un sogno, anzi meglio come in un parosismo di febbre, quando ogni cosa piglia forme e proporzioni diverse e strane, ed ogni impressione non più governata dalla ragione, si risolve in fantasima di delirio. Vide una bianca carta nella bianca ed esile mano della fanciulla; capì che quella carta era pôrta a lui, che egli la doveva prendere; per che farne non sapeva, non aveva inteso, non voleva pure intendere. Una ondata di quelle matte speranze che ho detto gli venne al cervello malato. Pensò ad esclamare in risposta ai detti di lei che non aveva compresi:
— Virginia, io ho nelle vene un sangue nobile al pari del tuo..... Io, io sono degno di te.