— Ecchè? diss'egli dopo un poco, tu sei fatto di un subito così indifferente a quello che fu sinora l'oggetto maggiore de' tuoi pensieri? Tu non mi chiedi nemmeno chi sia questa famiglia che ti dico avere scoperto essere la tua e trovarsi pronta ad accoglierti?
Maurilio crollò il capo con quella sua mossa abbandonata, e non rispose.
— Che avvenne egli adunque da rimutarti così compiutamente e ad un tratto? Perchè mi scrivesti non poter più, non dover più rimanere nella casa del marchese di Baldissero? — Fece una pausa: e poi soggiunse lentamente: — In quella casa dove anzi dovresti rimaner sempre?
Il giovane non fece attenzione a queste parole; non le capì e non si mosse.
— Che mistero è quella tua lettera inaspettata? Che mistero è questo tuo contegno? Spiegamelo, te ne prego.
Maurilio tornò a crollar la testa, come per indicare che non voleva rispondere; e si tacque.
La carrozza era già arrivata alle prime case della città. Don Venanzio avvisò che bisognava affrettarsi a rendere consapevole della verità il giovane, perchè a momenti si sarebbe giunti a palazzo.
— Or dunque, riprese, che vuoi tu ch'io dica, che posso io dire al marchese, il quale ti attende per accoglierti come suo sangue?
Questa volta l'effetto fu maggiore di quello che il buon prete si aspettasse, Maurilio sussultò come se ad un tratto una potente macchina elettrica lo avesse colpito collo scoppio della sua scintilla.
— Suo sangue! esclamò egli curvandosi verso il prete con occhi che sprizzavan fiamme e parlando con labbra convulse e con tremula voce. Sangue del marchese, io!... Forse suo figlio?