Le parole e il modo con cui furono pronunziate non piacquero al marchese. Frenò una mossa superba e quasi disdegnosa che glie ne venne; e rispose con pacatezza, ma con accento di superiorità:
— Intendo fare di voi un uomo degno della vostra nascita e di noi. E spero che in quest'opera voi mi ci vorrete con tutte le vostre forze aiutare.
— Vorrei diventare un utile cittadino al mio paese: disse Maurilio con quella sua voce sorda e l'accento peritoso che gli erano abituali quando un sentimento od una passione non lo commovessero.
Baldissero stette alquanto in silenzio guardando sempre il nuovamente acquistato nipote più con curiosità che con interesse, con una specie di diffidenza più che con affetto. Ricordò le opinioni democratiche e rivoluzionarie del giovane, e si domandò se non fosse spediente fargli capir tosto che le avrebbe dovuto modificare; ma si rispose che il momento per una simile discussione non era opportuno, che conveniva lasciare che le condizioni della nuova esistenza, il veder le cose del mondo da altro punto di mira e sotto altro rispetto, l'influsso del mutato ambiente in cui si sarebbe trovato, avessero cominciato ad agire sull'animo suo, come non dubitava che avverrebbe, così che le parole impiegate a convertirlo di poi trovassero quindi un terreno già preparato e molto più favorevole. In conseguenza rispose semplicemente di questa fatta:
— E voi potete diventar tale e lo diverrete di sicuro se l'ingegno che Dio vi ha dato impiegherete con zelo a conoscere la verità delle cose, le giuste leggi che reggono le società ben ordinate, i doverosi rapporti fra chi deve comandare e chi deve obbedire.
Maurilio sollevò la sua ampia fronte, ed un'espressione più risoluta apparve sui suoi lineamenti e suonò nella sua voce:
— Comandare, diss'egli, deve la legge in cui si incarnino la giustizia e la verità; ubbidire devono tutti.
Il marchese fece un atto che significava non volere a niun modo in quel momento entrare in discussione; e successe un'altra pausa di pochi minuti.
In questo frattempo Baldissero ricordò la promessa che aveva fatto al Re di condurgli la sera l'autore di quelle pagine che avevano prodotta una viva impressione in S. M. Si volse di nuovo con una certa vivezza verso Maurilio.
— Questa sera io dovrei condurvi ad un colloquio, da cui molto può dipendere il vostro avvenire. Potreste subitamente acquistarvi un'invidiabile posizione. Si tratta d'un personaggio importante e molto potente nello Stato, il quale ha letto quel vostro manoscritto sequestratovi dalla Polizia e concepì desiderio di parlare a viva voce con voi intorno a qualche argomento che in quelle pagine avete accennato.