— Potreste, vi ripeto, guadagnarvi di botto un posto onorifico e rilevante..... Ad ogni modo, consultate anche le vostre attitudini e le vostre propensioni, vi troveremo poi un impiego negli uffizi del Governo.
— Perdoni: interruppe il giovane: ma io non intendo assumere verun impiego governativo.
Baldissero lo guardò con istupore.
— Non volete voi servire il vostro paese?
— Sì; ma non è l'unico modo di servirlo quello d'imbrancarsi alla schiera burocratica, e non credo neppure che quel modo sia il migliore. Voglio rendermi utile più ch'io possa al mio paese, ma rimanendo libero cittadino.
— Gl'impiegati sono essi schiavi? disse asciuttamente il marchese.
— Hanno un vincolo di più che gli altri. Hanno limitato e definito in certi limiti, troppo stretti per me, il loro campo d'azione; hanno esaurita e consumata ogni iniziativa individuale, prima che possano manifestarla. Sono ruote d'una macchina, necessarie sì quando non eccedono, ingombratrici e dannose quando ve ne ha troppe, non sono mai fecondi inventori nè propagatori di verità onde la coltura umana e il benessere generale s'accrescano.
Il marchese tornò a guardare il giovane con meraviglia.
— Ma che cosa vorreste voi dunque fare? che cosa essere?
— Vo' farmi banditore indipendente di verità al popolo ed al Governo; voglio promuovere la diffusione del vero e del giusto negli ordini politici, economici e sociali.