Sul modo di agire però, il signor Tofi si trovava molto perplesso. La faccenda era assai delicata. La famiglia Langosco era troppo autorevole e potente per non riguardarsi bene dal comprometterla leggermente. D'altronde quello pareva pure un filo da non doversi trascurare per guidarsi in quel labirinto finora indistricabile. Pensatovi su ben bene il Commissario decise di parlarne francamente al conte medesimo; scrisse una letterina, la più garbata ed umile ch'egli sapesse, al marito di Candida, pregandolo a volergli assegnare un'ora in cui si potesse presentare al suo palazzo, avendo egli urgente bisogno di parlargli.
Il conte di Staffarda, quando vide chi fosse che gli scriveva, tenne quel foglio colla punta delle dita, in quel modo schifiltoso con cui il marchese de la Seiglière nella bella commedia di Sandeau tiene la carta bollata.
— Il Commissario di Polizia parlare a me? Oh che può avermi a dire un simile personaggio?...... Entrare qui nel mio palazzo questa razza di gente!... Mai più!.... Andiamo dal mio amico il generale Barranchi.
Ci si recò sul momento.
— Guardate, mio caro, diss'egli al generale, porgendogli il biglietto ricevuto, che cosa mi scrive il vostro Commissario; mandatelo un po' a chiamare quel maroufle, ch'e' venga qui a spiegarsi in presenza vostra, se non vi disaggrada.
Il comandante dei carabinieri tirò su le sopracciglia sulla sua fronte piccola e stretta, lesse e rilesse, tossì con aria d'importanza, s'impettì nella montura, specchiò il suo naso nei bottoni lucentissimi del suo petto e mandò ordine al Commissario venisse immantinente.
Quindici minuti dopo il signor Tofi si presentava, secondo il solito, duro, impalato, le braccia lungo il corpo, in mano il suo cappello a larga tesa, il suo lungo soprabitone cascante sulle gambe nervose, i suoi piedi larghi e piatti ben piantati, il mento appoggiato alle stecche del cravattone, lo sguardo dritto levato innanzi a sè, nella impostatura del soldato senz'armi.
Il conte di Staffarda stava indolentemente sdraiato in una poltrona, giocherellando con uno de' guanti che s'era levato dalla bella, fine ed aristocratica destra, e pareva che quello non fosse punto fatto suo. Però, guardando la faccia burbera e severa del Commissario di Polizia, piantatosi a pochi passi di distanza, alla qual faccia l'aria di sommissione che aveva assunta in quel momento, pareva accrescere ancora la scontrosità, il marito di Candida provò uno strano e nuovo effetto, come se gli fosse apparso in quell'alto e grosso corpo un messo del destino ad annunziargli sventura. Il generale Barranchi fece un cenno al Commissario perchè s'avvicinasse, e quando questi ebbe obbedito, gli disse in tono di comando militare, porgendo verso di lui, a mostrarglielo, il biglietto ricevuto da Langosco.
— Voi avete scritto questo biglietto?
Tofi diede un'occhiata al foglio, un'altra a chi lo interrogava, e rispose: