— Mio caro, disse, conosco questo bravo Tofi; è il più ostinato degli uomini, e se non vuole non ci sarà verso di farlo parlare. Cedo io il campo. Parlatevi qui stesso quanto fa bisogno; e voglio sperare che il signor Tofi non avrà disturbato voi, nè vorrà disturbar me per bazzecole che non abbiano importanza.

Gettò queste parole accompagnate da uno sguardo imponente e da una mossa autorevole contro il Commissario come un'intimata. Tofi non si scompose.

— Ebbene, disse Langosco quando il generale fu uscito, parlate ora liberamente e fate presto.

Aveva egli appoggiato un gomito alla tavola che gli era vicina, s'era così appressato un poco della persona al suo interlocutore, ed aveva parlato con accento di sollecita benchè dissimulata curiosità.

Tofi depose il suo largo cappello sulla seggiola che trovò più vicina, s'aggiustò sotto il mento quadrato l'alta e dura cravatta, affondò secondo sua abitudine le manaccie entro le grandi tasche del suo soprabitone, e cominciò col tono di un interrogatorio:

— Il signor conte ebbe qualche rapporto d'interesse col fu Nariccia, assassinato la settimana scorsa?

Langosco arrossì leggermente sui pomelli delle sue magre e pallide guancie; si trasse indietro della persona con mossa d'inesprimibile fierezza, e mettendo nella sua voce un disdegnoso risentimento, disse guardando corrucciato la faccia del Commissario:

— Che è ciò? Obliate voi con chi parlate? Non son tale a cui dobbiate osare volgere le vostre interrogazioni — voi!

Innanzi a questo disprezzo il Commissario si morse il labbro inferiore e fece un atto colle mascelle come se mandasse giù un grosso boccone; in fondo alle sue occhiaie, le grigie pupille ebbero un lampo fugace che pareva voler accennare ad un riscuotersi di quella natura plebea contro lo staffile di quel disprezzo aristocratico; ma la soggezione rispettosa al grado, al titolo, alla casta non venne meno in quell'uomo pagato per difendere con zelo l'ordine di cose esistente; s'inchinò a suo modo, e soggiunse con un accento d'umiltà che stornava maladettamente coll'espressione della faccia, coll'aspetto di tutta la persona, colla rauca ruvidezza della voce:

— La mi perdoni. Si tratta della giustizia di S. M., e noi abbiamo il dovere per servirla di non arrestarci innanzi a nulla. Ella sa l'orrendo delitto che fu commesso, e certe circostanze che per mezzo della S. V. si possono assicurare, son forse tali da metterci sulle traccie della verità.