Il Commissario si chinò un poco verso il conte e disse con accento che non era interrogativo, ma che poco mancava ad esserlo:
— L'assassinio di Nariccia ebbe luogo nella notte dalla domenica al lunedì. Ella ha certamente riscattati quei diamanti nella giornata stessa di domenica, forse anche in quella di sabato.
Langosco trasalì.
— Sì, sì, diss'egli, sabato, sabato stesso.
S'alzò per indicare che l'udienza, secondo suo volere, doveva essere finita; andò alla porta del gabinetto vicino in cui s'era ritirato il generale e l'aprì.
— Venite pure, Barranchi.
Il generale si presentò con un'aria scioccamente curiosa sulla sua stupida faccia superba.
Langosco non aspettò interrogazione veruna.
— Potete fare con giustizia i complimenti al vostro Commissario di Polizia: disse. Egli sa anche ciò che non importerebbe sapere, e che le famiglie vorrebbero molto bene nascosto a tutti. Ma ditegli anche voi che un uomo suo pari dev'essere una tomba dei segreti.
Il generale tirò avanti colla sua solita mossa il petto lucente di bottoni e di decorazioni e disse, come se comandasse il maneggio d'armi ad un pelottone di carabinieri: