Tutto questo era per lui molto spiacente. Non solamente il suo orgoglio si trovava leso nel sentire che il conte lo voleva cacciare di casa sua, ma il suo interesse eziandio che era di mantenersi in assai buona attinenza con quella potente famiglia, come guarentigia contro certe indiscrete curiosità.

— Di codesto, diss'egli poi, la colpa è certo al signor X e me ne farò sentire (e qui narrò come sospettasse alcuno avesse visto i diamanti in quel poco di momenti in cui Nariccia li aveva recati nell'altra stanza, e questo qualcuno li aveva riconosciuti per quelli di lei, la qual cosa non poteva fare che il gioielliere); ma frattanto, Candida, che pensi tu di fare? abbandonarmi?

Le prese di nuovo le mani come aveva fatto poc'anzi, le accostò il suo viso più bello che mai per un'espressione d'ardenza e d'amore, le saettò negli occhi uno sguardo pieno di fuoco e di passione.

Candida sentì un caldo fremito soave correrle tutte le fibre; le sue guancie arrossirono, le sue labbra si dischiusero tremanti, i suoi occhi lampeggiarono.

— Abbandonarti? Io?... Mai!

Luigi colse con un bacio questa parola che ancora vibrava sulle coralline labbra di lei.

— Quanto al signor conte, soggiunse egli, aggrottando di nuovo le sopracciglia, non gli farò aspettare di molto l'occasione di dirmi ciò che gli frulla, e stassera dopo pranzo mi recherò io stesso da lui.....

La contessa lo abbracciò con amplesso vigoroso e tenace, come chi colla propria persona voglia difendere un suo caro da pericolo che lo minacci.

— Non vo' che ti batta con lui, esclamò ella con forza. Non voglio, non voglio... Egli è perito nell'arte di ammazzare.

Quercia la rassicurò con un sorriso che pareva significare, quando avvenisse una lotta, non per lui esservi da temere, e soggiunse coll'accento con cui si calmano le paure d'un diletto bambino: