— Non pensarci neppure. Vedrai che tutto si conchiuderà più amichevolmente che tu non creda.
Quando la contessa l'ebbe lasciato solo, Gian-Luigi stette ancora un poco riflettendo seco stesso, poscia, determinazione che veniva conseguenza delle sue meditazioni, uscì, e si diresse di buon passo verso la casa dei Benda.
CAPITOLO XII.
Francesco Benda aveva passato una notte cattiva. Un gagliardo accesso di febbre aveva spaventato non solo gli amorosi suoi congiunti, ma i medici eziandio. Il mattino colse quella disgraziata famiglia senza che pur uno, nè padre nè madre nè sorella dell'infermo, avesse chiuso quegli occhi che tutti avevano rossi dal pianto, avesse riposato quelle membra che ciascuno aveva, e non sentiva tuttavia, affrante dalla fatica e dall'angoscia. Nè la venuta del giorno arrecò alcun sollievo al giacente, alcun conforto di speranza a chi lo assisteva. Il ferito passava avvicendatamente da un sopor plumbeo ad un delirio non furibondo, nel quale, fra mille incoerenti parole che uscivano susurrate dalle sue labbra, spiccava pronunziato con più affetto, con ardenza di trasporto, un nome: quello di Virginia.
E questa, da parte sua (era esso un misterioso istinto, era una meravigliosa corrispondenza delle anime nei due amanti?), Virginia da parte sua, tutta notte era stata occupata più che non ancora mai da un'inquietudine affannosa, che le faceva immaginare, che le faceva indovinare più pericolose e crudeli le condizioni del ferito. Era di poco inoltrata la mattina, quando la nobil fanciulla, senza punto lotta cedette alle ispirazioni del suo amore ed all'impulso della sua pietà. Scrisse una letterina a Maria, come ad antica compagna ed a nuova amica, pregandola di volerle comunicare le notizie del fratello, e la mandò tosto per un lacchè, a cui fu vivamente raccomandata la sollecitudine.
Maria, che in que' momenti ne' quali la lettera di Virginia le giunse, non avrebbe voluto nè veder persona, nè ricevere biglietti di sorta, pure ad udire il nome di chi mandava quel foglio lo prese e lesse con premura. Il delirio del fratello aveva alla fanciulla rivelato il segreto dell'amore di lui; e se anima pietosa di fanciulla è pur sempre inchinevole a intenerirsi per siffatti affetti, da alcuni giorni la buona Maria era pur troppo, in mezzo ad un nuovo turbamento del suo cuore, più facile che mai ad esser commossa dalla vista, dalla parola, dal pensiero di quella passione. Nelle poche righe di Virginia laconicamente gentili, la sua dilicata percezione sentì un interesse più caldo e più vivo di quel che non volesse apparire, avvertì la vibrazione d'un affetto che invano cercasse nascondersi. Maria ebbe una ispirazione da semplice ed innocente fanciulla inesperta delle cose del mondo; sedette a tavolino e rispose alla nobile amica col biglietto seguente:
«Il povero Francesco sta male pur troppo.
«Se il giorno passasse come passò la brutta notte che è finita, non oso nemmeno pensare a quel che ne potrebbe avvenire.
«Ho pregato tanto la Madonna, e mi pare che la dovrebbe pur farci la grazia di salvarcelo.
«Sento una voce in cuore che mi dice esservi una persona al mondo che potrebbe richiamarlo alla vita.