Allora egli la staccò dolcemente da sè, e con gentile riverenza inchinandosi innanzi, disse:

— Mi permette dunque, madamigella, ch'io domandi la mano di Lei ai suoi genitori?

Maria gli porse la destra.

— Ed io glie la do senz'altro. Babbo e mamma non avranno altra volontà che la mia.

Quando Quercia ebbe baciata quella mano, ella si fuggì ratta, e questa volta andò proprio a serrarsi nella sua camera, dove sentiva il bisogno di essere sola.

Il medichino la seguitò con uno sguardo in cui brillava una bassa cupidigia sensuale.

— Oltre i suoi denari, disse fra sè con cinismo, avrò anche una donnetta che mi piace... finchè ne sia poi stufo.

Ricompose la sua faccia ad espressione onesta, ed entrò nella camera di Francesco.

Il miglioramento dell'infermo era evidente anche agli occhi d'un profano all'arte medica; e il padre e la madre di lui lo avevano subito avvertito, pensatevi se con lieto animo. Quercia certificò questo prospero mutamento e crebbe la consolazione dei parenti, il buonumore del malato. Per la prima volta, dopo parecchi giorni, in quella famiglia così crudelmente provata, entrò di nuovo la tranquillità dello spirito e trovò luogo il sorriso.

Si parlò con mente più libera di cose varie e indifferenti; e Francesco domandò che cosa succedesse per la città, come si fossero passati gli ultimi giorni di carnovale e quali novità occupassero le ciarle dei cittadini. Il sor Giacomo, fra altre cose, disse della principale di codeste novità, che era quella dell'assassinio di Nariccia, di cui non sapeva bene però tutti i particolari, essendo vissuto in quei giorni così segregato dal mondo, e quindi chiedendone al dottore: ma questi non parlò a lungo di tale argomento; ripetè spiccio le voci principali che correvano, e poi tosto consigliò a fare in modo che l'infermo non avesse tanto da parlare, e quindi troncare per allora il discorso.