— Benissimo! E così il sor Principe imparerà a far le bizze. Ma come avvenne?
— Avvenne per causa tua.
— Mia! Oh, in che modo?
Per dirla in breve, al signor Principe era stato detto, affermato e provato che la Zoe era in istrettissime e non innocenti attinenze col famoso dottor Quercia, e S. A. arrabbiatissima aveva voluto con modi da prepotente ottenere che la donna gli promettesse di non ricevere più quel cotale. La domanda e la forma con cui era espressa spiacquero immensamente alla Leggera che non era d'umor dolce nè tollerante. Rispose in pari tono, cioè con insolenza uguale all'imperiosità dell'altro; la discussione divenne in breve più che vivace, e il Principe si obliò al punto da levar la mazza sopra la mantenuta; ma essa, accampandosi fieramente in faccia a lui, le braccia serrate al petto, l'aria imponente di risoluzione, le nari frementi, lo sguardo acceso, gli disse con forza:
— Suvvia! Abbia l'immenso valore di percuotere una donna! Bella principesca impresa!
Il Principe s'era allontanato da lei come un animale domato; ma in qualche modo aveva pur bisogno di sfogare l'irrefrenabil ira che lo rodeva. Con quella mazza che si trovava in mano si diede a percuotere di qua e di là sui mobili, sui quadri, sugli specchi, su tutto, atterrando, rompendo, scaldandosi nella sua opera di distruzione, menando colpi alla cieca come un paladino gettatosi in mezzo ad uno stuolo di nemici; e quando tutto fu infranto, fuggì, perseguitato da uno stridente scoppio di risa della Leggiera.
— Diavolo! Diavolo! mormorò Quercia vivamente contrariato: questa la non ci andava.
Disse alla Zoe com'egli fosse venuto a domandarle di ottenere per mezzo appunto del Principe che il Commissario di Polizia non si occupasse altrimenti dei fatti suoi, ed ambedue riconobbero che l'occasione non era niente affatto opportuna per parlare a S. A. di Quercia, e per chiedergliene in pro di lui un favore.
Zoe giurò e spergiurò ch'ella non avrebbe fatto pure un passo verso il suo principesco amante, e che a costui toccava venirsene umilmente ad implorare ed ottenere il perdono; ma si mostrò sicura in pari tempo che ciò non avrebbe egli tardato di molto a fare. Ella non avrebbe commesso l'imprudenza di entrare subito con S. A. in quei discorsi che Luigi desiderava, ma prometteva che con accortezza, dopo alcuni giorni, avrebbe saputo affrontare destramente l'argomento ed ottenere lo scopo.
Bisognava aspettare alcuni giorni, e Quercia sentiva che i fati premevano ed era urgente il pararne i colpi. Ma come fare? Uscì di casa la Zoe, domandandosi se il meglio non era fuggire di presente, recando seco tutto quel bottino che poteva. Ma l'idea di fuggire gli era ostica, voleva ancora lottare; e poi gli passò innanzi alla mente la immagine di Maria, la cui innocente giovinezza avevagli destato un ardente, scellerato desiderio, decise aspettare.