— Lo chieda all'assassinato Nariccia.
Luigi non ebbe il più leggiero sintomo della menoma emozione. Gli occhi di Langosco non poterono cogliere nulla nella oscurità profonda di quegli occhi immoti in cui ficcavan lo sguardo.
— Nariccia, rispos'egli freddamente, non mi potrebbe dir nulla, poichè ho udito che da quella bocca non uscirà parola mai più; il gioielliere non dovrebbe sapermi dir nulla, poichè non credo che Lei abbia voluto porre a parte di cose intime domestiche delle persone estranee.
All'impudente franchezza di quell'individuo, lo stupore del conte superò l'indignazione: stette lì quasi a bocca aperta a guardarlo meravigliato.
Quercia continuò:
— Una rottura fra di noi, creda, signor conte, non conviene a nessuno dei due; poco a me, assai meno a Lei. Io non son tale da lasciare che il mondo sappia aver io ricevuto un affronto quale è quello ch'Ella vuol farmi, ed io avermelo ingoiato con santa pazienza. Vuol Ella che fra noi si venga ad un duello?
Il conte fece vivamente un atto che indicava con chi gli stava dinanzi non si sarebbe battuto mai.
— Ella sa, continuava Luigi con uno speciale sorriso, che un uomo della mia fatta ha mille mezzi per far battere con sè un gentiluomo come Lei. Ma in uno scandalo chi ci ha da guadagnare? Ho bisogno che per una settimana tutt'al più, le cose continuino ad andare come per lo passato. Le propongo quindi, non un trattato di pace, ma una convenzione di tregua. Fra una settimana io parto per l'estero; glie ne do la mia parola; e la sarà libera per sempre dei fatti miei. Durante questo poco di tempo Ella ignori la mia presenza in questa casa ed altrove, le prometto che non le verrò innanzi io a ricordargliela.
Langosco ebbe un movimento di sdegnoso dispetto: gli venne più forte di prima la tentazione di far gettar fuori dai lacchè quell'impudente.
— Se Ella, seguitava lo scellerato pesando sulle parole, si lascia trasportare dall'impazienza, ciò che ora è segreto diventerà pascolo delle perfide ciarle del pubblico.