Sostò un momento e poi riprese con voce che vibrava d'una frenata emozione:

— Unitevi a me per pregare soprattutto in favore di coloro che non hanno il conforto ed il merito della fede.

A Maurilio parve che lo sguardo del buon prete andasse fugacemente a cercarlo nell'ombra.

— Preghiamo perchè Iddio apra loro gli occhi e coi santi misteri della religione parli al loro cuore.

Cominciò una preghiera cui le donne, inginocchiatesi di nuovo intorno a lui, ripeterono con tenera compunzione. Era un commovente spettacolo vedere quel vecchio sacerdote dritto innanzi all'immagine di quella che fu madre del Salvatore degli uomini, del creatore del mondo novello, le sue bianche chiome illuminate dal raggio della lampada, le mani giunte, gli occhi sereni e puri, specchio di un'anima senza rimorso, levati con espressione di ardente, angelico desiderio, di fede e d'amore; e intorno a lui chinate a terra quelle meschine, povere di ricchezza e d'intelletto, ma che con tanta fiducia s'associavano a quell'atto sublime di carità spirituale. Maurilio se ne sentì intenerire. Volse a quella rozza statua, che rappresentava la Vergine indiata, il suo sguardo sfavillante e mormorò fra sè con profonda riverenza d'affetto:

— Sì, parlami al cuore o eterno femineo divinizzato dalla religione del Cristo. Tu se' la bellezza, ma non solo delle forme come la greca, sì dell'anima; tu se' la pietà, tu se' l'amore nel suo più alto significato; tu se' insieme colla purezza la maternità, le due più sublimi cose dell'universo. La fede! Sì, dammi la fede che è forza e salvezza; ma non quella fede che distrugge il più prezioso dono di Dio allo spirito umano: la ragione; che nega il vero e vi scema in dignità ed in sapere, piegandovi all'assurdo. Aiuti l'influsso benigno di quella virtù di amore che in Te si rappresenta, ad affermarsi ed afforzarsi in me quella fede che vince ogni errore, perchè va unita coll'altra figliuola di Dio: la scienza.

Quando Maurilio ebbe terminato questa specie d'invocazione, il parroco e le donne avevano terminata la loro preghiera. Le contadine se ne partirono; il sacrestano le seguitò per chiudere alle loro spalle la porta, e Don Venanzio venne verso il giovane, commosso ancora nel sembiante, nel sorriso, direi quasi, per la forza e la vivacità dell'affetto ond'era stata improntata la preghiera che aveva fatto.

— Ed ora, diss'egli con sincera giovialità, andiamo a cena.

Ma un'ombra si staccò dall'oscuro della navata e venne innanzi timidamente verso il cerchio di luce che mandava la lampada della Madonna. Era la pregante stata sempre in disparte e che non aveva abbandonata colle altre la chiesa.

— Signor Prevosto: diss'ella con voce affranta, timorosa, quasi tremante.