Il Prevosto la riconobbe di subito.

— Ah! siete voi, Margherita. Venite, venite meco che ho da parlarvi.

— Sì? disse la povera donna giungendo le mani ed affannata per desiderio, per isperanza, per ansietà. Da parte di lui? Lo ha visto?

— L'ho visto, rispose sorridendo Don Venanzio: ed è proprio di lui e per lui che ho da parlarvi. Seguitemi in casa.

Mentre il sacrestano abbarrava ben bene la porta della chiesa, il parroco, Maurilio e la povera Margherita passarono nella canonica.

Nel tinello schioppettava allegramente una fascina di sarmenti sugli alari del caminetto; sulla tavola, a coprire il famoso tappeto era steso un mantile di tela operata grossolana ma candidissima; due coperti erano posti allato l'un dell'altro, e in mezzo una bottiglia di vino ed una caraffa d'acqua e un bel pezzo di pan bruno. Una lucerna d'ottone a olio, de' cui tre becchi due erano accesi, illuminava la piccola stanza, aiutatavi dal gaio chiarore che mandava il fiammar della fascina. Moretto accoccolato presso il camino, il muso sulle zampe, stava nell'attitudine beata di chi gode tranquillamente il suo benessere. La vecchia fantesca finiva di mettere sul desco le posate di ferro che lucevano come se fossero d'argento, e, colla cesta in cui le si tenevano, se ne andava in cucina. Don Venanzio fece segno di sedere ad un lato del caminetto, a Maurilio, il quale obbedì: sedette anch'egli dall'altra parte sul suo seggiolone a bracciuoli col piano semplicemente impagliato, tirò fuor di tasca il moccichino di tela a quadretti bianchi ed azzurri, se lo pose ripiegato sopra un ginocchio e si volse verso la povera donna che avea fatto venire fin là.

Margherita s'era fermata in sulla soglia dell'uscio, e stava timidamente, ma desiosamente aspettando. I suoi abiti erano quelli della miseria; una veste tutto rappezzata di pannocotone che non avea più colore le si serrava intorno al corpo macilento; un fazzoletto scuro aveva sulle spalle, il quale, incrociandosele innanzi al petto incurvato, veniva ad annodarsele sulle reni; portava in testa un fazzoletto compagno che tanto le veniva innanzi sulla faccia da nasconderne i lineamenti; teneva congiunte le mani che parevano quelle d'uno scheletro ricoperte d'una pergamena color di tabacco e tutto raggrinzita.

— Venite avanti. Margherita: disse Don Venanzio con accento d'amorevolezza incoraggiativa: avete freddo, venite a scaldarvi.

La vecchia mosse due passi innanzi; i suoi zoccoli di legno fecero rumore sopra i quadrelli del pavimento; ella sembrò vergognarsene e si fermò.

— Avanti, avanti, vi dico: riprese il parroco; prendete una seggiola e sedete qui vicino a me dinanzi al fuoco; vi scalderete un poco a questa fiammata i piedi che ci scommetto son ghiacci.