— Che? esclamò ella volgendo verso di lui la sua piccola faccia aggrinzita; tu se' Maurilio?... No davvero non ti avevo riconosciuto... Pensavo così poco doverti vedere!... Gli è pur vero che tu non hai mai obliato il villaggio, tu!...

Mandò un sospiro che diceva di molte cose; ma in quella pose mente alla maggior eleganza dei panni di Maurilio che era vestito com'ella non l'aveva visto mai, proprio da signore, e si vergognò d'averlo trattato con quella famigliarità onde s'era avvezza a parlargli fin da bambino, quando lo vedeva ruzzare col suo.

— Oh! la mi scusi: diss'ella. Io le parlo ancora come se fosse il naccherino d'un tempo, e invece...

Maurilio la interruppe con calore:

— Vi prego a non cambiar nulla dei vostri modi a mio riguardo. Mi avete trattato sempre come compagno di vostro figlio, e come tale voglio che seguitiate a trattarmi.

A quelle parole «vostro figlio» una tinta di colore più scuro era venuta alle guancie abbronzate della vecchia. Era un rossore di piacere e di emozione.

— Il mio Giannino! esclamò essa (non osava ripetere quella espressione «mio figlio» quantunque se ne struggesse dal desiderio). Anch'egli è diventato un signore, mi dicono. Se lo vedessi, non oserei pure guardarlo in faccia.... E tu.... e Lei lo vede sempre? Sono sempre amici?

In quella entrava la serva colla scodella piena di brodo fumante.

— Di tutto ciò parleremo dopo: disse allora Don Venanzio; ora bevete questa roba calda; ciò vi scalderà e vi rifocillerà lo stomaco.

Margherita, in mezzo a mille ringraziamenti e benedizioni, bevve, e se ne sentì veramente riconfortata.