— Lei mi disse, interruppe adunque, che io il mio Giannino l'avrei visto... Per carità la mi dica in che modo e quando!... Se la sapesse quanto lo desidero!... Ed io non ho gran tempo da aspettare. Non converrebbe che tardasse di troppo a darmi questa consolazione, se vuol trovare ancora insieme queste grame quattr'ossa.
— No, no, rispose il parroco, non tarderà molto tempo. Forse la settimana ventura, forse sul finire di questa medesima, a quanto egli ha detto, verrà qui per vedervi.
— Verrà qui? Per veder me? esclamò la poveretta giungendo le mani e sollevandole verso il cielo con atto d'inesprimibile gratitudine e soddisfazione. Oh! sia lodato Iddio! Sia ringraziata la Madonna dei dolori!..... È Lei che mi fa questa bella grazia! L'ho pregata tanto, tanto, tanto!.... Ancora questa sera io la pregavo che mi concedesse questa grazia e poi mi togliesse pure dal mondo. E vuole che glie la dica, sor Prevosto? Questa sera medesima, là in chiesa quando ho visto entrar Lei e andarsi inginocchiare alla balaustra, io ho sentito una voce in cuore che mi diceva: «Ecco là di ritorno quel sant'uomo del parroco che ti ha da dir di sicuro qualche buona novella.» Era la Santissima Vergine che mi faceva avvertita avermi accordata la grazia che domandavo... Oh! voglio mostrargliene la mia gratitudine a quella pietosa Madonna... Ecco a che mi serviranno i denari mandatimi dal mio Giannino... Comprerò due bei cuori d'oro, proprio d'oro, da offrire alla sua immagine...
Don Venanzio fece un moto d'impazienza, ma essa non se ne accorse e continuava tutta infervorata:
— E il resto vo' darlo a Lei, perchè la mi dica o faccia dire tante messe...
Qui il parroco la interruppe non senza qualche vivacità:
— Ma no, ma no, che così non istà bene, e siete matta a credere che ciò voglia la Madonna o le faccia piacere... Non è l'offerta d'una cosa di valore che possa contentare Quei di lassù... Che credete che loro importi dei vostri cuori d'oro e d'argento?... È il cuor vero che vogliono, quello che abbiamo nel nostro petto e che dobbiamo presentar loro pieno di bontà, di carità, di adorazione e di fede... Ecco!... Non dico mica che chi può, chi è in caso d'aver da spendere senza torne ai suoi bisogni nè alla beneficenza, che deve esercitare, piuttosto che gettar via altrimenti il superfluo, non faccia bene ad ornare la casa del Signore; ma voi siete in questo caso, poveretta? Non sapete che uno dei primi doveri che ci sono imposti è quello di conservarci noi stessi? E se pecca chi ha troppi riguardi, e troppo amore per la sua persona, pecca eziandio chi ne ha troppo poco?.... Quanto alle messe, di certo la è una buona cosa.... Ma io vi contemplerò nelle mie preghiere in tutte le messe che sarò per dire ancora, senza che vi abbia da costare un centesimo.
— Ella è un santo.... l'ho sempre saputo.... Io la ringrazio; ma mi sembra pure che le messe dette apposta devono piacere di più colassù e farci più favorevoli quelli di cui domandiamo la protezione e l'offerta di qualche cosa....
Il parroco interruppe con più impazienza di prima:
— Eh! voi misurate i Celesti alla nostra povera misura umana. Credete ch'e' sieno come i potenti della terra, che si rendono propizii coi regali?