«Ma questa è schiavitù, e l'anima umana e l'intelligenza umana non possono durare a lungo in questo stato di violenza il quale le condurrebbe addirittura alla distruzione. Per quanto si faccia, la ragione comincia a protestare. Invano si moltiplicano le persecuzioni, il grido della libertà del pensiero scoppia qua e là. L'umanità, stanca, che si sente sminuita nella sua parte più essenziale, vuole rigettare la cappa di piombo che l'opprime. Anche presso coloro che non avventurano di cimentare le credenze autoritativamente loro imposte alla corte della ragione, la materialità degli atti esteriori perde il suo significato; il pensiero che si adombrava nei simboli se n'è staccato perchè questi non valevano più ad esprimerlo e rimangono come vuote spoglie prive di corpo e d'anima. La coscienza si risveglia: opinioni indipendenti, pensieri di libertà s'infiltrano da ogni parte e corrodono le basi dell'edificio da cui il vero spirito divino si viene man mano ritirando: un giorno sopraggiunge, in cui le pareti crollano da ogni parte e rimane su quelle rovine la coscienza dell'uomo levata e potente nella sua libertà. Si è arrivati allora al grado più perfetto dell'evoluzione religiosa che mente d'uomo possa ora concepire: il regno della libera coscienza.

«Allora la fede non è più l'accettazione dell'assurdo, che è un'abdicazione ingenerosa della propria ragione, ma diventa il rationabile obsequium di San Paolo; allora si verifica la parola del Cristo, che si deve adorare Iddio in ispirito e verità; allora sarà compiuto il ciclo della contrastata missione del Nazzareno, e l'uomo sarà posto senza intermediario in relazione coll'Eterno, e sarà, secondo la promessa di Cristo, in comunicazione col Padre di tutti.

«L'umanità trovasi sparsa su per la via del progresso, in tutti questi gradi della manifestazione religiosa, dai selvaggi che sono ancora nelle tenebre del feticismo (e forse ve ne ha tuttavia di quelli in cui il sentimento religioso non è neppure nato) ai più avanzati delle classi colte presso le nazioni incivilite, i quali già hanno posto il piede su quell'ultimo gradino della libera coscienza.

«Io mi vanto d'essere fra costoro.

«Credo all'infinito, credo all'assoluto, credo all'eterno, credo alla intelligenza regolatrice delle forze del creato, credo ad una evoluzione del destino umano che non si compie nella breve vita su questo miserabile globo, credo alla giustizia ed alla responsabilità d'ogni libero volere; ma credo a ciò, perchè la mia ragione me ne persuade, non perchè altri voglia impormene la fede con un'autorità che non vuole dar le prove di sè stessa, o con una violenza morale o materiale. E non penso che sieno empii, maledetti, da condannarsi, da disprezzarsi, da infamarsi coloro a cui la ragione persuase altre credenze....»

Maurilio avrebbe continuato chi sa per quanto tempo ancora; Don Venanzio avrebbe ribattuto, chè già mulinava nella testa una filza d'argomenti ed una dozzina di citazioni da confondere il miscredente, e la disputa si sarebbe protratta chi sa fin quando, se la fantesca, per quell'interesse che aveva al padrone, con quella un po' brusca ma affettuosa domestichezza che le davano i tanti anni passati in quella casa ed in compagnia del vecchio parroco, non fosse venuta ad interrompere.

— Scusino, ella disse, ma per questa sera m'è avviso che s'è abbastanza taroccato. Oh non sanno che ora è? Presto la mezzanotte. E dunque gli è gran tempo di andare a dormire, Lei, sor Prevosto, sopratutto che la mattina vuol sempre alzarsi al canto del gallo ed aver detta la sua brava messa prima che sia giorno chiaro.

I due disputatori si guardarono sorridendo. Don Venanzio s'alzò primo e tese la mano al suo giovane avversario che ne aveva imitato l'esempio.

— Neppur io, disse, non odio, non disprezzo quelli che la pensano diverso da quel che vuole la Santa Madre Chiesa.... ma li compiango. Un giorno o l'altro — io seguito sempre a sperarlo e prego tanto per ciò! — un giorno verrà che anche tu ti accosterai e riparerai al più sicuro porto della nostra fede e rimpiangerai allora le eresie e peggio che ora ti stanno in mente.

Maurilio non rispose che col sorriso: e tutti due andarono a dormire.