Sentì una gran confusione nel suo spirito. Aveva egli visto bene in quel dileguarsi del fantasima? Era davvero un segno negativo quello che gli era stato fatto ed una parola negativa quella che aveva creduto udir pronunziata. E se anche ciò fosse, doveva egli credere fosse quella la verità? E se tutto questo non fosse che illusione? Che fare? Come sincerarsi della realtà delle cose? Se lo spirito aveva dettogli veramente così, e certo non aveva mentito, vorrebb'egli usurpare un posto che non gli toccava, mentre colui che ci aveva diritto viveva chi sa dove, e chi sa come?

Discese lentamente al villaggio. Camminava assorto, il capo chino, le braccia incrociate al petto, non vedendo nessuno, non sentendo nulla, fuori affatto del mondo circostante. Ad un punto sentì una voce che lo chiamava per nome. Gli pareva di conoscer quella voce, ma il suo spirito era così lontano ancora dal mondo presente, che non seppe dirsi di chi fosse; non le badò e continuò il suo cammino; un passo affrettato gli corse dietro e lo raggiunse; una mano si posò sulla sua spalla e la voce che già lo aveva chiamato gli disse:

— Eh Maurilio! sei tu sordo?

Egli si riscosse in sussulto; si volse e si vide dinanzi Gian-Luigi.

La vista del suo compagno d'infanzia fu a Maurilio in quel momento poco piacevole, quasi molesta. Forse perchè veniva a sturbarlo da' suoi pensieri; forse perchè l'irrequietezza dell'anima e l'irritazione dello spirito confuso inasprivano ogni ricevuta impressione.

— Tu qui! esclamò egli con voce ed accento di burbera impazienza. Che vieni tu a farci?

Quercia lo guardò stupito e parve nel suo occhio nero fosse per lampeggiare il risentimento: ma di colpo si atteggiò alla più serena ilarità la mobile espressione della sua bella faccia; ed egli ruppe in una franca risata.

— Affè mia che non lo so io stesso. Avevo detto di venirci come prima avrei potuto, e promissio boni viri.... con quel che segue. Mi sono detto: poichè ho da mantenerla questa promessa, il meglio è che me ne sbrighi il più presto. Siccome son io che meno gli avvenimenti della mia vita, e non gli avvenimenti che menano me, mi sono procurato un giorno di libertà e son volato... coi cavalli dell'omnibus. Sissignore son venuto prosaicamente in quell'orribile baracca rompitrice di ossa umane, per non sciupare il mio bravo cavallo; ed eccomi qua pronto a cogliere sulla mia faccia i baci e le lagrime di tenerezza della povera Margherita... E sei tu che mi facevi rimprovero del non venirci, il quale ora hai da domandarmi con quell'aria di superiore corrucciato che cosa son qui per fare?

Maurilio evidentemente non prestava attenzione alle parole del compagno e non aveva capito nulla. Gian-Luigi con atto di amichevole domestichezza volle passare il braccio in quello di lui, ma egli si riscosse a quel tocco e ritrasse in là la persona guardando l'amico con sì torbida cera che Quercia si fermò su due piedi.

— Orsù, diss'egli con accento e con isguardo superbamente risentiti; che novelle son queste? che ti frulla pel capo, e con chi pensi tu ora di aver da trattare? I fumi del tuo nuovo stato ti sono eglino già saliti così stupidamente alla testa da metterti — e verso di me! — in una stolida superbia?... Senti tu già il gorgoglio del sangue patrizio ignorato pur ieri?