— Ed io vo dalla Margherita. Annunzia la mia visita al parroco; fra dieci minuti sarò a salutarlo e domandargli un boccon d'asciolvere.
Maurilio, colla mente ancora preoccupata, disse sbadatamente:
— Se ti accompagnassi dalla Margherita....
— No: interruppe con vivacità Gian-Luigi: queste scene di riabbracciamenti non vogliono testimonii.
— Hai ragione. A rivederci dunque fra poco nella canonica.
— A rivederci.
Si separarono. In breve Gian-Luigi fu alla porta del tugurio, dove, ad un'estremità del villaggio, abitava la povera donna che gli aveva fatto da madre. Picchiò a quel povero uscio di assi tarlati e poco ben connessi, senza che la menoma emozione gli turbasse il regolare battito de' polsi. Un passo lento e trascinantesi si udì accostarsi nell'interno della capanna; l'imposta fu aperta e si presentò sulla soglia la persona ricurva della vecchia Margherita, il capo avvolto nel suo grossolano fazzoletto, la sua conocchia piantata al fianco nel legaccio del grembiule e il fuso tra mano. La si aspettava così poco di trovarsi innanzi il suo figliuolo adottivo in quel momento che guardò meravigliata quel signore elegantemente vestito che era venuto a picchiare il suo uscio e non riconobbe in esso colui che da tanti anni non aveva più riveduto ed aveva desiderato rivedere pur sempre.
Però, senza sapersene dire essa stessa una ragione, la sua voce fiacca e velata tremava più dell'ordinario quando gli chiese con parole confuse che parevano un balbettìo che cosa volesse, di chi cercasse.
— Ah! voi non mi riconoscete più, mamma Margherita? Disse il giovane con un piacevole e schietto sorriso.
La vecchia lasciò cadersi il fuso e strapparsi il filo, alzò le scarne mani abbronzate, all'altezza della testa, e battè palma a palma, gettando un grido cui la soverchia intensità dell'emozione soffocò a mezzo.