— Sei tu! Sei il mio Giannino! esclamò: oh Santa Vergine dei dolori!...
E quelle mani secche, inaridite, color di rame, tremanti per gli anni e pel tanto turbamento di quell'istante, allungò verso il giovane per istringerlo al collo, per afferrare quel capo diletto e tirarselo a sè a baciarlo ed abbracciarlo e stringerlo ai miserabili panni che le coprivano quel seno che lo aveva alimentato. Ma Gian-Luigi — fu egli un istintivo impulso di vergogna che lo spingesse a sottrarre la vista di quell'amplesso della pezzente agli sguardi di chi poteva passare per la strada, fu il pensiero amorevole di levar via più presto dall'aria ghiaccia che soffiava sul villaggio il debil corpo della vecchia? — Gian-Luigi afferrò quelle braccia che si stendevano con tanto amore verso di lui e per esse trasse indietro la donna finchè ambedue furono entrati nel tugurio e la porta potè richiudersi dietro di loro.
— Ed ora, diss'egli poi ripigliando quel suo leggiadro sorriso, mamma Margherita, abbracciatemi pure.
La donna lo guardava con occhi che per miracolo avevano ritrovata una parte dell'antica vivacità della loro giovinezza. Quel sorriso del suo Giannino, com'ella, per antica abitudine, lo chiamava pur sempre, le illuminava lo squallido suo abituro come un raggio di sole primaverile entratovi ad un tratto a dispetto della stagione e della neve. La voce di lui suonavale come la più gradita melodia del mondo.
— Sei tu! sei tu! sei il mio Giannino! Oh Santa Vergine dei dolori! ripetè essa come se la non sapesse trovare altre parole; e gettategli le braccia al collo lo baciò e lo ribaciò sopra una guancia e poi sull'altra, e poi sulla fronte, e poi sulle labbra, e finì per rompere in un pianto dirotto con forti singhiozzi.
L'impressione del tristo giovane non fu di tenerezza. Le malvagie passioni troppo avevangli guasto il cuore e smussata la sensibilità, perchè egli comprendesse la profonda e santa emozione di quella povera vecchia, la partecipasse e vi si compiacesse. In quell'amplesso, a contatto di quelle vesti fruste e rappezzate, di quelle membra magre e sfiacchite, sentì come un odore disgustoso di miseria e d'angustie; gli parve quasi che il bisogno e l'abbiezione e la vergognosa umiltà di quel miserabile ceto plebeo da cui egli aveva tanto fatto per uscire, incarnati nella persona di quella squallida vecchia, gli gettassero le braccia al collo per riprenderlo in loro possesso, per trarlo a precipitar di nuovo nell'oscuro abisso. Si sciolse dall'abbraccio e disse non senza qualche impazienza:
— Via, via; non piangete così. Affè che non ci vedo nulla da piangere!
Margherita si asciugò in fretta le lagrime.
— Hai ragione..... Non so nemmeno io perchè piango..... dovrei essere così allegra..... Lo sono, sai..... Vorrei farti tanta festa e non so.....
Non vi starò a ripetere tutte le parole di quella povera donna, che avrebbe voluto poter cambiare in un tratto la sua capanna in una reggia con ogni abbondanza di ben di Dio per accogliere degnamente il suo diletto figliuolo. Non vi dirò i suoi ringraziamenti per l'invio delle mille lire, le proteste ch'ella fece quando udì che Gian-Luigi di quella stessa giornata sarebbe ripartito, e le preghiere per farnelo fermare almeno un giorno ancora. Il giovane che tutti questi discorsi tollerava con appena velata impazienza, li troncò per farsi egli a dire quello che più gl'importava e che era stato la vera cagione della sua venuta.