— Date retta, Margherita, cominciò egli mettendole una mano sulla spalla e guardandola ben fiso affine di richiamare alle sue parole tutta l'attenzione di lei: se un gran pericolo mi pendesse sul capo e voi poteste stornarlo, non è vero che lo fareste?
La vecchia strinse le mani in atto di quasi offesa meraviglia.
— Dio buono! Santa Vergine dei dolori! E me lo puoi domandare?... Farei ogni possibil cosa... darei questa grama di vita... e più ancora... per venirti in aiuto... Ma pur troppo, che potrò io mai fare per te, io, povera vecchia?...
— Voi potrete assai. Un pericolo può minacciarmi da un momento all'altro; e voi, non con fatti, ma con sole parole, potete concorrere a salvarmene.
— Parla, parla. Che debbo fare? che debbo dire?
— Voi potreste essere chiamata da qualche autorità a dare informazioni del mio passato, a narrare la storia della mia infanzia: così disse Gian-Luigi con voce bassa e pronunzia spiccata, parlando lentamente e tenendo sempre una mano sulla spalla a Margherita e gli occhi entro gli occhi perchè le cose ch'ei diceva le si imprimessero ben bene.
La vecchia non moveva un dito, non batteva palpebra: aveva concentrata tutta la sua vitalità negli occhi che fissavano il giovane e nelle orecchie che assorbivano avidamente le parole di lui; ad ogni motto quasi ch'egli pronunziava la faceva un leggier cenno del capo, come per dire: «ho capito, questo non mi scappa più.»
— In tal caso, continuava il medichino, voi ripeterete parola per parola ciò che ora verrò dicendovi.
Espose in quel modo lento e con quel tono spiccato la favola della sua sorte che aveva narrata al signor Giacomo Benda ed al commissario Tofi; appena la ebbe finita, la ricominciò da capo e tornò a dirla tutta perchè di subito la si fermasse con tutti i suoi particolari nella memoria di Margherita; e poi come ricapitolando soggiunse:
— Voi dunque affermerete che fu il dottore il quale vi mandò all'ospizio a prendere non un trovatello qualunque, ma uno particolarmente designato, quello cioè a cui per contrassegno, nell'esporlo era stata messa tra le fascie la metà d'una lettera lacerata per lo lungo, nella quale si leggevano le tali e tali parole, voi direte che fino dai primissimi tempi, il dottore medesimo, benchè di nascosto così che nessuno potesse accorgersene, pigliava interesse di me e veniva di quando in quando segretissimamente a visitarmi; aggiungerete ch'egli vi pagava eziandio in segreto, e che dalle sue parole avevate potuto capire che agiva dietro mandato di qualche lontana persona; e infine — e qui non avrete più che da dire la verità — che più tardi egli mi prese seco e fu lui a farmi studiare, e quando morì mi lasciò una parte della sua eredità.