— Quel titolo, diss'egli a Macobaro, vorreste voi affidarlo a me?

Il vecchio fece una smorfia che dinotava chiaramente come questo partito poco gli piacesse.

— Voi siete nelle mie mani, e potrei imporvelo con assoluto comando; vi consiglio però a farlo di buon grado, assicurandovi che non sarete defraudato dell'aver vostro.

Jacob capì che bisognava rassegnarsi; e di quel giorno medesimo consegnava sospirando nelle mani di Barnaba la cambiale in quistione.

Ora, il giorno dopo, capitava giusto nella stanza del ferito il commissario Tofi, il quale veniva a narrargli tutto ciò che era avvenuto a proposito del dottor Quercia e che abbiamo visto nei capitoli precedenti.

Barnaba ascoltò silenziosamente a suo modo, e poi disse:

— Ciò che vi ha di pregiudizievole in codesto si è che così venne data a quel briccone la sveglia, e ch'ei penserà a porsi in salvo. Conviene farlo custodire ben bene perchè non fugga.

— Ho già dato gli ordini opportuni per ciò..... Ah! l'avrei fatto arrestare senz'altro. Ma il conte Langosco, che a dispetto di tutto lo protegge sempre, sarebbe andato dal generale Barranchi, e mi si sarebbe fatto un rabbuffo.

— Il conte Langosco non lo proteggerà più. Se l'affare dei diamanti non ha bastato, ce n'è qui un altro che lo indegnerà vivamente contro quel cotale e gli farà nascere una maledetta voglia di vederselo torre per sempre dai piedi. Agendo con prudenza si può ottenere d'avere il conte dalla nostra.

Diede la cambiale che sappiamo al Commissario e gli espose quello che a suo avviso doveva farsi, e come. Il signor Tofi approvò tutto e tolse commiato per andar tosto a mettere in pratica i datigli suggerimenti.