— Contessa; disse poscia con severità quasi sprezzosa il conte a sua moglie, appena fu solo con lei: conviene che vi procuriate al più presto le cinquantadue mila lire da pagare quella cambiale che avete firmata.
Candida levò la testa e gli occhi verso il marito; e senza parlare lo guardò coll'aria smemorata ed offesa di chi non capisce ciò che gli vien detto, e crede d'esser fatto mira d'uno stupido ed insolente scherzo.
Il conte seguitava:
— A me è assolutamente impossibile procurarmele; ma con tutto ciò esigo e pretendo che in pochi giorni quella somma sia pagata. Se non ci avete altro modo, ricorrete a vostro padre, il quale per l'onore della sua figliuola non vorrà, spero, far la menoma difficoltà a venirvi in aiuto.
La contessa guardava sempre il marito di quella guisa, se non che nei suoi occhi scuri si accresceva ogni minuto più la fiamma dello sdegno.
— Vorrete voi avere la compiacenza di por termine a questo che io non so come chiamare, se sciocco scherzo, o temeraria menzogna? Proruppe ella con accento pieno d'ira contenuta e con voce che vibrava profondamente agitata. Siete voi che avete bisogno ancora di tal somma ed avete inventato questo bel metodo per estorcerla alla mia condiscendenza stata troppa finora?
Langosco mandò un'esclamazione soffocata in cui c'erano collera, dolore, vergogna, e si trasse indietro d'un passo come se dal colpo d'una mano robusta al petto fosse stato respinto.
— Ah voi mi calunniate ed insultate! diss'egli con una specie di ruggito.
Candida, che fin allora era rimasta a sedere, si drizzò in piedi, e la faccia dritta levata, fulminando il marito con uno sguardo superbo esclamò:
— E voi che state facendo verso di me? Insulti e calunnie sono le vostre parole, ed io sono una donna, signor conte.